L'atto vandalico messo a segno sulle mura del cimitero di Cava de' Tirreni non sarebbe una semplice bravata isolata, ma un'azione coordinata su scala nazionale.
A sollevare l'ipotesi è la civica Cava Sia, che ha individuato sui canali social una vera e propria traccia riconducibile alla rete no vax contrassegnata dalla sigla ViVi, nota per le sue campagne di propaganda contro le vaccinazioni anti-Covid come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Domenico Campeglia, vicepresidente dell'associazione cavese ed esperto in indagini digitali, ha precisato che la presenza del materiale online costituisce un indizio da analizzare con massimo rigore scientifico, acquisendone la tracciabilità informatica senza affrettare le conclusioni. Spetterà ora agli investigatori valutare l'autenticità del post ed estrapolare i dati utili a identificare gli autori del raid sferrato nella città metelliana.
A sollevare l'ipotesi è la civica Cava Sia, che ha individuato sui canali social una vera e propria traccia riconducibile alla rete no vax contrassegnata dalla sigla ViVi, nota per le sue campagne di propaganda contro le vaccinazioni anti-Covid come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Cava de' Tirreni, raid no vax al cimitero: spunta la rivendicazione
Il messaggio pubblicato su una chat Telegram attribuita al movimento mostra chiaramente le immagini delle scritte rosse apparse a Cava de' Tirreni, affiancate a quelle di un blitz analogo compiuto a Clusone, in provincia di Bergamo. Entrambi gli episodi presentano la medesima simbologia, messaggi negazionisti e riferimenti al tragico decesso di un giovane carabiniere. Elementi che trasformano la matrice dell'imbrattamento in una rivendicazione strutturata.Domenico Campeglia, vicepresidente dell'associazione cavese ed esperto in indagini digitali, ha precisato che la presenza del materiale online costituisce un indizio da analizzare con massimo rigore scientifico, acquisendone la tracciabilità informatica senza affrettare le conclusioni. Spetterà ora agli investigatori valutare l'autenticità del post ed estrapolare i dati utili a identificare gli autori del raid sferrato nella città metelliana.

