Il prezzo dei carburanti, benzina e diesel, continua a salire fino ad arrivare ai due euro al litro a causa della crisi in Medio Oriente creando preoccupazione tra distributori e consumatori. Intanto dal governo, la premier Meloni intende correre ai ripari: "Tasse su chi specula, dobbiamo evitare che esplodano i costi di energia e alimentari".
I dati più recenti mostrano che il prezzo della benzina in modalità self service ha raggiunto una media di 1,72 euro al litro, registrando un incremento di 0,031 euro, mentre il diesel ha toccato 1,815 euro al litro con un aumento di 0,062 euro. Tuttavia, in alcune aree urbane e autostradali italiane, come denunciato dalle associazioni dei consumatori, i prezzi hanno abbondantemente superato i due euro al litro, arrivando fino a 2,3 euro per la benzina e toccando perfino i 2,5 euro per il gasolio.
La crescita dei prezzi è accompagnata da un generale nervosismo sui mercati finanziari. In una giornata di calo moderato per le borse europee e americane, gli indici energetici hanno registrato un aumento significativo, con il prezzo del gas che è risalito a oltre 50 euro al megawattora al TTF di Amsterdam. Intanto, cresce lo spread tra BTP italiani e Bund tedeschi fino a 72 punti base. La paura di una nuova fiammata inflazionistica si diffonde nel Vecchio Continente, con il presidente della Bundesbank che avverte dei rischi per l'intera Eurozona in caso di prolungamento del conflitto. La BCE dichiara di essere "pronta a ogni eventualità", lasciando intendere possibili rialzi dei tassi nel prossimo futuro.
Sul fronte energetico, la situazione non sembra migliorare. Alcuni marchi petroliferi hanno aumentato il prezzo del gasolio di 10 centesimi nell’arco di una sola notte, portando gli incrementi complessivi oltre i 20 centesimi al litro dall’inizio della crisi. Le associazioni dei consumatori sottolineano che le scorte utilizzate dai distributori sono state acquistate mesi fa a costi molto inferiori, suscitando forti sospetti di speculazione.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha dichiarato l’intenzione di intervenire duramente contro chi sfrutta la situazione per lucrare. Secondo Meloni, è essenziale prevenire un'esplosione incontrollata dei prezzi dell’energia e degli alimentari. Tre sono i principali fronti su cui il governo ha deciso di agire per contrastare queste dinamiche: il Ministero delle Imprese ha convocato la Commissione di allerta prezzi, coinvolgendo anche la Guardia di Finanza e le associazioni dei consumatori per monitorare la situazione e ottenere chiarimenti dalle grandi compagnie petrolifere.
L'autorità per l'energia (ARERA) ha attivato l'Unità di vigilanza energetica per analizzare in tempo reale le variazioni dei prezzi di gas ed elettricità. L'obiettivo è fornire report dettagliati al governo e all’Unione Europea per valutare eventuali impatti sui cittadini. Parallelamente, l’Antitrust sta valutando le numerose segnalazioni ricevute su possibili accordi fra operatori volti a mantenere i prezzi elevati artificialmente.
Carburanti, il prezzo di benzina e diesel tocca i due euro al litro
Il prezzo di benzina e diesel continua a salire, spinto dal protrarsi della crisi in Medio Oriente, creando preoccupazione tra distributori e consumatori. Il governo, allarmato dalle possibili speculazioni, si sta preparando a intervenire per arginare l’aumento dei costi non solo sui carburanti, ma anche sull’energia e sui generi alimentari, settori che potrebbero essere influenzati dai rincari legati ai trasporti e alla logistica. Quest'escalation avviene in un contesto di costante pressione sui redditi e stagnazione salariale che aggrava ulteriormente il potere d'acquisto delle famiglie.I dati più recenti mostrano che il prezzo della benzina in modalità self service ha raggiunto una media di 1,72 euro al litro, registrando un incremento di 0,031 euro, mentre il diesel ha toccato 1,815 euro al litro con un aumento di 0,062 euro. Tuttavia, in alcune aree urbane e autostradali italiane, come denunciato dalle associazioni dei consumatori, i prezzi hanno abbondantemente superato i due euro al litro, arrivando fino a 2,3 euro per la benzina e toccando perfino i 2,5 euro per il gasolio.
La crescita dei prezzi è accompagnata da un generale nervosismo sui mercati finanziari. In una giornata di calo moderato per le borse europee e americane, gli indici energetici hanno registrato un aumento significativo, con il prezzo del gas che è risalito a oltre 50 euro al megawattora al TTF di Amsterdam. Intanto, cresce lo spread tra BTP italiani e Bund tedeschi fino a 72 punti base. La paura di una nuova fiammata inflazionistica si diffonde nel Vecchio Continente, con il presidente della Bundesbank che avverte dei rischi per l'intera Eurozona in caso di prolungamento del conflitto. La BCE dichiara di essere "pronta a ogni eventualità", lasciando intendere possibili rialzi dei tassi nel prossimo futuro.
Sul fronte energetico, la situazione non sembra migliorare. Alcuni marchi petroliferi hanno aumentato il prezzo del gasolio di 10 centesimi nell’arco di una sola notte, portando gli incrementi complessivi oltre i 20 centesimi al litro dall’inizio della crisi. Le associazioni dei consumatori sottolineano che le scorte utilizzate dai distributori sono state acquistate mesi fa a costi molto inferiori, suscitando forti sospetti di speculazione.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha dichiarato l’intenzione di intervenire duramente contro chi sfrutta la situazione per lucrare. Secondo Meloni, è essenziale prevenire un'esplosione incontrollata dei prezzi dell’energia e degli alimentari. Tre sono i principali fronti su cui il governo ha deciso di agire per contrastare queste dinamiche: il Ministero delle Imprese ha convocato la Commissione di allerta prezzi, coinvolgendo anche la Guardia di Finanza e le associazioni dei consumatori per monitorare la situazione e ottenere chiarimenti dalle grandi compagnie petrolifere.
L'autorità per l'energia (ARERA) ha attivato l'Unità di vigilanza energetica per analizzare in tempo reale le variazioni dei prezzi di gas ed elettricità. L'obiettivo è fornire report dettagliati al governo e all’Unione Europea per valutare eventuali impatti sui cittadini. Parallelamente, l’Antitrust sta valutando le numerose segnalazioni ricevute su possibili accordi fra operatori volti a mantenere i prezzi elevati artificialmente.
Il governo sta considerando ulteriori interventi legislativi: potrebbe infatti tornare su un progetto accantonato durante la discussione della precedente manovra finanziaria, ovvero l’introduzione di una tassazione sugli extraprofitti derivanti dalla speculazione. Tra le misure ipotizzate vi è anche una revisione del recente decreto bollette, che non sembra più sufficiente a mitigare l’effetto esplosivo dei rincari per i cittadini italiani.

