Con l'innalzarsi delle temperature, il "bonus condizionatori" torna al centro dell'interesse dei contribuenti. Come spiegato da Ivan Meo di Immobiliare.it, non si tratta di una norma a sé stante, ma di un'agevolazione che si innesta all'interno di binari fiscali già tracciati, come l’Ecobonus o il Bonus Ristrutturazioni, confermati dalla Legge di Bilancio 2026.
L’Agenzia delle Entrate ha confermato che l'acquisto e l’installazione di un condizionatore a basso consumo danno diritto all'agevolazione anche senza lavori edilizi, purché si tratti della sostituzione di impianti esistenti con sistemi a pompa di calore o ad alta efficienza energetica.
Bonus Condizionatori 2026: la guida completa
Il bonus non è unico, ma varia a seconda del contesto in cui viene installato l'apparecchio:- Detrazione al 50%: Spetta se l'immobile è destinato ad abitazione principale e se il contribuente è titolare di un diritto reale (proprietà, usufrutto, uso o abitazione).
- Detrazione al 36%: È l'aliquota ordinaria applicabile negli altri casi per le spese sostenute nel 2025 e 2026.
L’Agenzia delle Entrate ha confermato che l'acquisto e l’installazione di un condizionatore a basso consumo danno diritto all'agevolazione anche senza lavori edilizi, purché si tratti della sostituzione di impianti esistenti con sistemi a pompa di calore o ad alta efficienza energetica.
Requisiti per il pagamento: il "Bonifico Parlante"
Per non perdere il diritto alla detrazione, è tassativo l'utilizzo del bonifico bancario o postale "parlante". Altri metodi (carte di credito, assegni o contanti) invalidano la richiesta. Il bonifico deve obbligatoriamente contenere:- Causale specifica con il riferimento normativo (Art. 14 D.L. 63/2013 o Art. 16-bis Tuir).
- Codice Fiscale del beneficiario della detrazione.
- Partita IVA o Codice Fiscale della ditta che effettua l'installazione.
- Estremi della fattura a cui il pagamento si riferisce.

