Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente tornano a scuotere i mercati energetici, innescando un’ondata di preoccupazione che attraversa l'intera penisola. Secondo un recente sondaggio condotto da Eumetra, gli italiani guardano con timore al futuro prossimo, prevedendo un impatto diretto e pesante sul costo della vita e dimostrandosi, al contempo, pronti a modificare drasticamente le proprie abitudini quotidiane.
Oltre al costo, emerge il timore della scarsità: il 64% degli italiani, soprattutto le donne, teme difficoltà nel reperire carburante alle pompe. Al Sud e nelle Isole, invece, sono più sentite le possibili restrizioni "fisiche", come limitazioni all'uso dell'aria condizionata, l'introduzione di domeniche a piedi o tagli ai voli aerei.
Se la crisi dovesse prolungarsi, gli italiani dichiarano una propensione concreta al cambiamento, pur con sfumature diverse per età e genere:
«Gli italiani dimostrano grande consapevolezza e una concreta disponibilità ad adattarsi — commenta Matteo Lucchi, CEO di Eumetra — tuttavia, emergono segnali di vulnerabilità rispetto all'impatto sui prezzi e alla disponibilità dei beni essenziali». Secondo Lucchi, la centralità del tema energetico impone la necessità di misure inclusive capaci di sostenere famiglie e imprese in un contesto internazionale che resta fortemente instabile.
In sintesi, l'Italia del 2026 si scopre più resiliente e disposta a sacrificare parte della propria mobilità e dei propri comfort, ma resta profondamente scossa dall'incertezza economica legata ai conflitti globali.
L'84% degli italiani teme il rincaro dei beni alimentari
Il timore principale per gli italiani non riguarda solo l'energia in senso stretto, ma le sue ricadute sulla spesa quotidiana. L'84% degli intervistati teme infatti il rincaro dei beni alimentari, con una preoccupazione che sfiora l'88% nel Nord-Est. Seguono a ruota i rincari di luce e gas (83%) e l'aumento dei prezzi dei carburanti (80%).Oltre al costo, emerge il timore della scarsità: il 64% degli italiani, soprattutto le donne, teme difficoltà nel reperire carburante alle pompe. Al Sud e nelle Isole, invece, sono più sentite le possibili restrizioni "fisiche", come limitazioni all'uso dell'aria condizionata, l'introduzione di domeniche a piedi o tagli ai voli aerei.
Se la crisi dovesse prolungarsi, gli italiani dichiarano una propensione concreta al cambiamento, pur con sfumature diverse per età e genere:
- Mobilità: Il 40% degli intervistati è pronto a ridurre l'uso dell'auto (dato che sale al 46% tra gli uomini e gli over 55).
- Vacanze: Il 23% sceglierà mete italiane raggiungibili in treno o auto, mentre il 28% eviterà di prenotare voli nei prossimi mesi.
- Lavoro e Consumi: I giovani (18-34 anni) puntano sullo smartworking volontario (29%) come strategia di risparmio, mentre gli over 55 sono più propensi a limitare l'uso del climatizzatore.
«Gli italiani dimostrano grande consapevolezza e una concreta disponibilità ad adattarsi — commenta Matteo Lucchi, CEO di Eumetra — tuttavia, emergono segnali di vulnerabilità rispetto all'impatto sui prezzi e alla disponibilità dei beni essenziali». Secondo Lucchi, la centralità del tema energetico impone la necessità di misure inclusive capaci di sostenere famiglie e imprese in un contesto internazionale che resta fortemente instabile.
In sintesi, l'Italia del 2026 si scopre più resiliente e disposta a sacrificare parte della propria mobilità e dei propri comfort, ma resta profondamente scossa dall'incertezza economica legata ai conflitti globali.

