Nuovo intervento della Polizia Municipale sul fronte dei reati ambientali a Capaccio Paestum. Gli agenti del Nucleo Tutela Ambientale, con il supporto dei volontari del WWF Italia – sezione di Salerno, hanno sottoposto a sequestro preventivo d’iniziativa le strutture idrauliche e di scarico di un’azienda zootecnica situata in località Foce Sele, in via Olmo Panno. Durante i controlli sarebbero stati accertati sversamenti di reflui ed effluenti zootecnici e individuata una condotta utilizzata, secondo gli accertamenti, per convogliare le acque reflue aziendali direttamente in un canale consortile.
Capaccio Paestum, reflui zootecnici nel canale consortile: sequestrati scarichi e vasche di un’azienda a Foce Sele
L’operazione rientra nell’attività di monitoraggio coordinata dal comandante della Polizia Municipale, maggiore Antonio Rinaldi. Gli accertamenti sono stati effettuati dal Nucleo Tutela Ambientale con il supporto di personale specializzato e dei volontari WWF.
Nel corso dei sopralluoghi gli agenti avrebbero riscontrato la presenza di sversamenti incontrollati di recente formazione, provocati dalla tracimazione di due vasche in calcestruzzo armato utilizzate per la raccolta dei reflui zootecnici.
Le verifiche hanno portato anche all’individuazione di una condotta sotterranea dotata di pozzetto d’ispezione. Secondo quanto accertato dalla Polizia Municipale, la tubazione sarebbe stata utilizzata per il convogliamento e lo scarico diretto delle acque reflue dell’azienda all’interno del canale consortile. Sul posto sono intervenuti anche i tecnici dell’Arpac, incaricati di effettuare i campionamenti ufficiali da sottoporre alle successive analisi di laboratorio.
Condotte sigillate per interrompere gli scarichi
Gli agenti hanno provveduto al tombamento e alla sigillatura delle strutture di scarico, con l’obiettivo di impedire il proseguimento degli sversamenti. Il sequestro ha interessato due vasche cilindriche in cemento armato destinate alla raccolta dei reflui zootecnici, la condotta sotterranea e il relativo pozzetto di ispezione.
L’azienda era già stata sequestrata nei mesi scorsi
Un ulteriore elemento è emerso dalla verifica degli atti. La stessa struttura aziendale era già stata sottoposta a sequestro penale nei mesi precedenti per violazioni della normativa ambientale contenuta nel Testo Unico Ambientale.
Il dissequestro era arrivato soltanto poche settimane fa, dopo che l’azienda aveva dichiarato di aver eliminato le cause dell’inquinamento e ripristinato lo stato dei luoghi. A breve distanza dalla restituzione della struttura, i nuovi controlli avrebbero quindi fatto emergere ulteriori condotte ritenute irregolari.
Le ipotesi di reato
Alla luce degli accertamenti sono state notificate ipotesi di violazione dell’articolo 137 del decreto legislativo 152/2006, relativo agli scarichi non autorizzati o non conformi di reflui zootecnici. Viene inoltre indicata come ipotizzabile la fattispecie di inquinamento ambientale prevista dall’articolo 452-bis del Codice penale. Gli accertamenti e le analisi dovranno ora definire nel dettaglio la portata delle violazioni e le eventuali responsabilità.

