Offese sui social contro il Comando della Polizia Locale di Capaccio Paestum: è stato indagato e denunciato un residente per il reato di diffamazione aggravata. Lo riporta Stiletv.
L'avvio dell'attività di polizia giudiziaria è scaturito da una denuncia-querela presentata direttamente dal comandante della Polizia Locale, il maggiore dottor Antonio Rinaldi. Il provvedimento è stato adottato dopo l'individuazione di un post pubblicato su Facebook contenente espressioni ritenute eccedenti i limiti del diritto di critica e considerate lesive dell'onore, del decoro e del prestigio del Corpo di Polizia Municipale e dei suoi appartenenti.
Dopo aver ricevuto la notizia di reato, ufficiali e agenti di Polizia Giudiziaria del Comando hanno avviato immediatamente un'attività investigativa supportata da accertamenti di informatica forense. Gli operatori hanno acquisito e conservato le prove digitali, raccogliendo la documentazione informatica, effettuando l'estrazione degli screenshot del contenuto ritenuto offensivo e repertando tutti gli elementi tecnici necessari a ricostruire la diffusione del messaggio pubblicato online.
Per risalire con precisione all'intestatario del profilo social, gli investigatori hanno confrontato i dati informatici con approfondimenti anagrafici. Determinante è stato il raffronto fotodattiloscopico e comparativo tra le immagini presenti negli archivi digitali comunali e quelle pubblicamente visibili sul profilo Facebook oggetto degli accertamenti, attività che ha consentito di identificare il presunto autore del post.
Nel corso delle verifiche è stato inoltre accertato che il contenuto era stato successivamente eliminato dall'utente. Sotto il profilo giuridico, viene precisato che la rimozione del post non produce effetti estintivi o sananti rispetto al reato, che si considera perfezionato al momento della pubblicazione. Tutto il materiale probatorio raccolto e conservato è stato quindi trasmesso alla Procura della Repubblica per le valutazioni di competenza.
In relazione alla vicenda, il Comando della Polizia Locale ribadisce che il diritto di critica e la libertà di espressione, garantiti dall'articolo 21 della Costituzione, devono sempre essere esercitati nel rispetto della verità dei fatti e dei limiti della continenza espressiva. La critica non può trasformarsi in insulti, offese gratuite o accuse lesive della reputazione delle persone e delle istituzioni pubbliche, impegnate quotidianamente nella tutela della legalità.
Il Comando della Polizia Locale di Capaccio Paestum conferma la propria volontà di contrastare ogni comportamento che possa compromettere il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, assicurando il proseguimento dell'attività di monitoraggio e la piena collaborazione con l'Autorità Giudiziaria per l'accertamento dei fatti e delle eventuali responsabilità penali.
A conclusione dell'operazione, il sindaco di Capaccio Paestum ha diffuso una dichiarazione ufficiale: "L'Amministrazione Comunale rinnova il proprio pieno e convinto sostegno alle donne e agli uomini della Polizia Locale, che ogni giorno operano per garantire sicurezza, legalità e tutela del territorio. È fondamentale ricordare che i social network non rappresentano spazi privi di regole nei quali sia possibile diffondere insulti, offese o contenuti diffamatori. Il diritto di critica costituisce un principio fondamentale della democrazia ed è tutelato dalla Costituzione, ma deve sempre rispettare la dignità delle persone e il prestigio delle istituzioni. Quando questo limite viene superato attraverso offese e campagne denigratorie, il danno non riguarda soltanto gli operatori coinvolti, ma l'intera comunità che essi rappresentano. L'attività investigativa svolta dal Comando dimostra che anche in rete ogni comportamento illecito può essere individuato e perseguito. L'Amministrazione continuerà a difendere l'immagine del Comune e il valore delle sue istituzioni, opponendosi con decisione a qualsiasi tentativo di screditarne l'operato al servizio della collettività".
Capaccio Paestum, offese alla Polizia Locale sui social: denunciato un residente
Nell'ambito delle attività svolte a tutela dell'immagine, della reputazione e del prestigio istituzionale del Corpo, il Comando della Polizia Locale di Capaccio Paestum ha inoltrato all'Autorità Giudiziaria una comunicazione di notizia di reato, ai sensi dell'art. 347 del codice di procedura penale, nei confronti di un cittadino residente nel Comune. La persona risulta indagata, nell'ambito dell'ipotesi accusatoria e nel rispetto delle successive valutazioni dell'autorità giudiziaria, per il reato di diffamazione aggravata previsto dall'articolo 595, commi 2 e 3, del Codice Penale.L'avvio dell'attività di polizia giudiziaria è scaturito da una denuncia-querela presentata direttamente dal comandante della Polizia Locale, il maggiore dottor Antonio Rinaldi. Il provvedimento è stato adottato dopo l'individuazione di un post pubblicato su Facebook contenente espressioni ritenute eccedenti i limiti del diritto di critica e considerate lesive dell'onore, del decoro e del prestigio del Corpo di Polizia Municipale e dei suoi appartenenti.
Dopo aver ricevuto la notizia di reato, ufficiali e agenti di Polizia Giudiziaria del Comando hanno avviato immediatamente un'attività investigativa supportata da accertamenti di informatica forense. Gli operatori hanno acquisito e conservato le prove digitali, raccogliendo la documentazione informatica, effettuando l'estrazione degli screenshot del contenuto ritenuto offensivo e repertando tutti gli elementi tecnici necessari a ricostruire la diffusione del messaggio pubblicato online.
Per risalire con precisione all'intestatario del profilo social, gli investigatori hanno confrontato i dati informatici con approfondimenti anagrafici. Determinante è stato il raffronto fotodattiloscopico e comparativo tra le immagini presenti negli archivi digitali comunali e quelle pubblicamente visibili sul profilo Facebook oggetto degli accertamenti, attività che ha consentito di identificare il presunto autore del post.
Nel corso delle verifiche è stato inoltre accertato che il contenuto era stato successivamente eliminato dall'utente. Sotto il profilo giuridico, viene precisato che la rimozione del post non produce effetti estintivi o sananti rispetto al reato, che si considera perfezionato al momento della pubblicazione. Tutto il materiale probatorio raccolto e conservato è stato quindi trasmesso alla Procura della Repubblica per le valutazioni di competenza.
In relazione alla vicenda, il Comando della Polizia Locale ribadisce che il diritto di critica e la libertà di espressione, garantiti dall'articolo 21 della Costituzione, devono sempre essere esercitati nel rispetto della verità dei fatti e dei limiti della continenza espressiva. La critica non può trasformarsi in insulti, offese gratuite o accuse lesive della reputazione delle persone e delle istituzioni pubbliche, impegnate quotidianamente nella tutela della legalità.
Il Comando della Polizia Locale di Capaccio Paestum conferma la propria volontà di contrastare ogni comportamento che possa compromettere il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, assicurando il proseguimento dell'attività di monitoraggio e la piena collaborazione con l'Autorità Giudiziaria per l'accertamento dei fatti e delle eventuali responsabilità penali.
A conclusione dell'operazione, il sindaco di Capaccio Paestum ha diffuso una dichiarazione ufficiale: "L'Amministrazione Comunale rinnova il proprio pieno e convinto sostegno alle donne e agli uomini della Polizia Locale, che ogni giorno operano per garantire sicurezza, legalità e tutela del territorio. È fondamentale ricordare che i social network non rappresentano spazi privi di regole nei quali sia possibile diffondere insulti, offese o contenuti diffamatori. Il diritto di critica costituisce un principio fondamentale della democrazia ed è tutelato dalla Costituzione, ma deve sempre rispettare la dignità delle persone e il prestigio delle istituzioni. Quando questo limite viene superato attraverso offese e campagne denigratorie, il danno non riguarda soltanto gli operatori coinvolti, ma l'intera comunità che essi rappresentano. L'attività investigativa svolta dal Comando dimostra che anche in rete ogni comportamento illecito può essere individuato e perseguito. L'Amministrazione continuerà a difendere l'immagine del Comune e il valore delle sue istituzioni, opponendosi con decisione a qualsiasi tentativo di screditarne l'operato al servizio della collettività".

