In Campania le acque sotterranee risultano contaminate da agenti cancerogeni, spingendo le autorità sanitarie ad avviare verifiche approfondite. Lo riporta Il Mattino.
Tale iniziativa è scaturita da uno studio dell'Università Federico II di Napoli, che ha rilevato preoccupanti superamenti dei limiti consentiti per queste sostanze in diverse zone della regione, con i livelli più alti registrati nella cosiddetta Terra dei Fuochi. L'università, in una comunicazione alla Regione lo scorso febbraio, ha sottolineato l'urgenza di implementare misure di sanità pubblica nei territori coinvolti.
Nel Casertano, il comune di Villa Literno presenta i valori di contaminazione più allarmanti, con superamenti ripetuti tra il 2023 e il maggio 2025. Questi riguardano non solo pozzi privati, ma anche siti pubblici come l'ufficio anagrafe, il cimitero, lo stadio comunale e diverse scuole. Altri comuni coinvolti includono Aversa, Casal di Principe, Casapesenna, Castel Volturno e Succivo, rendendo evidente una diffusione critica del problema nella zona.
Anche nella provincia di Napoli si registrano contaminazioni significative nei comuni di Acerra, Giugliano in Campania, Boscoreale e Striano. In particolare, ad Acerra emergono elevati livelli di Tce, una sostanza associata a tumori che da tempo affliggono l'area. Nel territorio dell'Avellinese, il comune di Montoro appare particolarmente critico per il coinvolgimento diretto della rete idrica e delle infrastrutture connesse; ripetuti superamenti dei valori limite sono stati documentati nel corso del 2025. Nel Salernitano, invece, le contaminazioni hanno colpito comuni come Scafati, Angri e Sarno, con dati preoccupanti riscontrati già nei primi mesi del 2024.
Secondo la Regione, la localizzazione del fenomeno in zone agricole densamente popolate richiede verifiche approfondite sull’uso dell’acqua nei contesti irrigui, sull’esposizione indiretta tramite alimenti prodotti localmente e sull’impatto sulle filiere agroalimentari. La contaminazione comporta infatti rischi non solo per l’uso domestico dell’acqua non controllata, ma anche per la catena alimentare e gli ecosistemi attraverso processi come il bioaccumulo. Questi elementi rendono essenziale un intervento tempestivo per tutelare la salute pubblica e l'ambiente dalla diffusione di sostanze pericolose.
Campania, le acque sotterranee contaminate da presunti agenti cancerogeni: scattano le verifiche
In Campania le acque sotterranee risultano contaminate da agenti cancerogeni, spingendo le autorità sanitarie ad avviare verifiche approfondite. La direzione generale della Sanità della Regione Campania ha richiesto con urgenza alle Asl di condurre analisi integrate su sanità, ambiente, veterinaria e filiera agroalimentare. L'obiettivo è valutare i rischi per la salute e l'ambiente a seguito del superamento delle soglie di contaminazione per sostanze come il tricloroetilene (Tce), classificato come cancerogeno e collegato a gravi patologie, e il tetracloroetilene (Pce), considerato un probabile cancerogeno. La contaminazione interessa in particolare alcune aree delle province di Caserta, Napoli, Avellino e Salerno.Tale iniziativa è scaturita da uno studio dell'Università Federico II di Napoli, che ha rilevato preoccupanti superamenti dei limiti consentiti per queste sostanze in diverse zone della regione, con i livelli più alti registrati nella cosiddetta Terra dei Fuochi. L'università, in una comunicazione alla Regione lo scorso febbraio, ha sottolineato l'urgenza di implementare misure di sanità pubblica nei territori coinvolti.
Nel Casertano, il comune di Villa Literno presenta i valori di contaminazione più allarmanti, con superamenti ripetuti tra il 2023 e il maggio 2025. Questi riguardano non solo pozzi privati, ma anche siti pubblici come l'ufficio anagrafe, il cimitero, lo stadio comunale e diverse scuole. Altri comuni coinvolti includono Aversa, Casal di Principe, Casapesenna, Castel Volturno e Succivo, rendendo evidente una diffusione critica del problema nella zona.
Anche nella provincia di Napoli si registrano contaminazioni significative nei comuni di Acerra, Giugliano in Campania, Boscoreale e Striano. In particolare, ad Acerra emergono elevati livelli di Tce, una sostanza associata a tumori che da tempo affliggono l'area. Nel territorio dell'Avellinese, il comune di Montoro appare particolarmente critico per il coinvolgimento diretto della rete idrica e delle infrastrutture connesse; ripetuti superamenti dei valori limite sono stati documentati nel corso del 2025. Nel Salernitano, invece, le contaminazioni hanno colpito comuni come Scafati, Angri e Sarno, con dati preoccupanti riscontrati già nei primi mesi del 2024.
Secondo la Regione, la localizzazione del fenomeno in zone agricole densamente popolate richiede verifiche approfondite sull’uso dell’acqua nei contesti irrigui, sull’esposizione indiretta tramite alimenti prodotti localmente e sull’impatto sulle filiere agroalimentari. La contaminazione comporta infatti rischi non solo per l’uso domestico dell’acqua non controllata, ma anche per la catena alimentare e gli ecosistemi attraverso processi come il bioaccumulo. Questi elementi rendono essenziale un intervento tempestivo per tutelare la salute pubblica e l'ambiente dalla diffusione di sostanze pericolose.

