Dopo il malore che ha colpito un dipendente all'interno degli uffici comunali di Battipaglia, la vicenda assume contorni ancora più drammatici e solleva un caso politico e umano. La moglie dell'architetto Mandia — il 66enne soccorso dal 118 nei giorni scorsi —, ha indirizzato una durissima lettera aperta alla sindaca Cecilia Francese.
Nella missiva, la donna esprime un profondo dolore misto a sdegno, squarciando il velo sulle reali condizioni in cui l'impiegato si è trovato a operare all'interno del comando dei vigili urbani, dove è attualmente collocato.
Il quadro clinico dell'architetto Mandia viene descritto come estremamente delicato, essendo l'uomo già stato colpito da un infarto sul luogo di lavoro nel luglio del 2022 e successivamente sottoposto a un delicato intervento cardiochirurgico. Secondo quanto denunciato dalla moglie, il medico d'urgenza intervenuto sul posto ha messo nero su bianco l'assoluta inidoneità dell'ufficio, privo di aerazione e climatizzazione, dove in quel momento si registrava una temperatura di ben 40 gradi. A nulla è valso il ventilatore acquistato privatamente dalla famiglia per cercare di attenuare la morsa della canicola estiva.
L'appello finale si rivolge direttamente alla doppia veste di Cecilia Francese, la quale, oltre a essere la prima cittadina di Battipaglia, è anche un medico di professione. Proprio per questo motivo, sottolinea la firmataria della lettera, l'errore di valutazione e la mancata tutela della salute dei soggetti più deboli appaiono ancora più gravi e incomprensibili.
Nonostante l'architetto abbia inizialmente rifiutato il ricovero ospedaliero per non allarmare i propri cari, il suo cardiologo di fiducia ha definito tale scelta come un gravissimo errore a causa dell'altissimo rischio cardiaco corso durante l'episodio, lasciando la famiglia in uno stato di profonda angoscia e in attesa di un segnale di equità e sensibilità istituzionale.
Nella missiva, la donna esprime un profondo dolore misto a sdegno, squarciando il velo sulle reali condizioni in cui l'impiegato si è trovato a operare all'interno del comando dei vigili urbani, dove è attualmente collocato.
Il quadro clinico dell'architetto Mandia viene descritto come estremamente delicato, essendo l'uomo già stato colpito da un infarto sul luogo di lavoro nel luglio del 2022 e successivamente sottoposto a un delicato intervento cardiochirurgico. Secondo quanto denunciato dalla moglie, il medico d'urgenza intervenuto sul posto ha messo nero su bianco l'assoluta inidoneità dell'ufficio, privo di aerazione e climatizzazione, dove in quel momento si registrava una temperatura di ben 40 gradi. A nulla è valso il ventilatore acquistato privatamente dalla famiglia per cercare di attenuare la morsa della canicola estiva.
Battipaglia, la moglie del dipendente colto da malore scrive alla sindaca Francese
Nella lettera, la donna evidenzia come questa situazione di totale insicurezza e mancata conformità degli ambienti di lavoro vada avanti da oltre tre anni, nonostante le continue segnalazioni inviate per chiedere la messa a norma dei locali. La donna denuncia inoltre una palese e dolorosa disparità di trattamento da parte dell'amministrazione, sottolineando come pochi giorni prima del malore sia stato tempestivamente riparato il condizionatore di una stanza adiacente solo perché rumoroso, mentre l'incolumità di un dipendente fragile è stata ignorata.L'appello finale si rivolge direttamente alla doppia veste di Cecilia Francese, la quale, oltre a essere la prima cittadina di Battipaglia, è anche un medico di professione. Proprio per questo motivo, sottolinea la firmataria della lettera, l'errore di valutazione e la mancata tutela della salute dei soggetti più deboli appaiono ancora più gravi e incomprensibili.
Nonostante l'architetto abbia inizialmente rifiutato il ricovero ospedaliero per non allarmare i propri cari, il suo cardiologo di fiducia ha definito tale scelta come un gravissimo errore a causa dell'altissimo rischio cardiaco corso durante l'episodio, lasciando la famiglia in uno stato di profonda angoscia e in attesa di un segnale di equità e sensibilità istituzionale.

