Sono 1252 le persone sottoposte a trattamento per la dipendenza dal gioco d’azzardo presso i centri dell'Azienda Sanitaria Locale di Salerno, che estende i suoi servizi a 158 comuni della provincia. Lo riporta SalernoToday.
Da diversi mesi, l’associazione ha intrapreso la raccolta di dati tramite istanze di accesso civico generalizzato rivolte a tutte le aziende sanitarie del territorio nazionale, al fine di conoscere il numero di pazienti in trattamento per dipendenza da gioco nei rispettivi territori di competenza. “L’obiettivo – spiega As.Tro – è creare una banca dati basata su numeri concreti, utile non solo agli operatori del settore, alle associazioni del terzo settore impegnate nella lotta alle dipendenze, agli enti di ricerca e ai decisori politici, ma anche alla stessa opinione pubblica, che ha il diritto di essere informata sui dati rilevanti per il dibattito pubblico.”
Dipendenza dal gioco d'azzardo: 1252 persone in trattamento nella provincia di Salerno, i numeri
Sono 1252 le persone sottoposte a trattamento per la dipendenza dal gioco d’azzardo presso i centri dell'Azienda Sanitaria Locale di Salerno, che estende i suoi servizi a 158 comuni della provincia. Questo dato è riportato nel settantacinquesimo bollettino della “Data Room” dell’associazione degli operatori di gioco lecito, As.Tro, che ha analizzato i dati ufficiali forniti dalla stessa Azienda: la struttura serve oltre 1 milione di cittadini. La percentuale di persone in cura nel 2024, in rapporto alla popolazione totale, è quindi dello 0,13%. L’iniziativa di As.Tro, come indicato, è finalizzata a comprendere meglio il fenomeno del gioco d’azzardo patologico.Da diversi mesi, l’associazione ha intrapreso la raccolta di dati tramite istanze di accesso civico generalizzato rivolte a tutte le aziende sanitarie del territorio nazionale, al fine di conoscere il numero di pazienti in trattamento per dipendenza da gioco nei rispettivi territori di competenza. “L’obiettivo – spiega As.Tro – è creare una banca dati basata su numeri concreti, utile non solo agli operatori del settore, alle associazioni del terzo settore impegnate nella lotta alle dipendenze, agli enti di ricerca e ai decisori politici, ma anche alla stessa opinione pubblica, che ha il diritto di essere informata sui dati rilevanti per il dibattito pubblico.”

