La vicenda degli argini del fiume Sele finisce al centro dell’attenzione istituzionale dopo l’intervento dei Carabinieri Forestali, che hanno contestato la realizzazione di opere finalizzate al prelievo di acqua.
Sulla questione interviene l’assessora regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro, che invita ad attendere gli accertamenti nelle sedi competenti prima di esprimere valutazioni definitive, ma richiama allo stesso tempo un principio essenziale: gli argini e i corsi d’acqua non possono essere modificati senza autorizzazioni e verifiche adeguate.
Il richiamo dell’assessora Pecoraro
Secondo Pecoraro, il caso dovrà essere chiarito attraverso gli approfondimenti previsti, ma quanto emerso riporta al centro il tema della gestione corretta dei bacini idrografici.
Gli argini, ricorda l’assessora, sono parte integrante del sistema di difesa del suolo e della sicurezza idraulica. Intervenire su queste strutture senza le necessarie valutazioni può incidere sulla stabilità delle opere e sul regolare deflusso delle acque.
Tutela dell’acqua e sicurezza del territorio
Per l’assessora regionale, la tutela della risorsa idrica deve procedere insieme alla tutela del territorio.
Eventuali modifiche non autorizzate lungo corsi d’acqua e argini possono avere conseguenze non solo sulla sicurezza idraulica, ma anche sulle attività agricole e sugli ecosistemi fluviali.
Da qui il richiamo alla necessità di controllo, manutenzione e prevenzione, strumenti fondamentali per evitare criticità e gestire in modo responsabile il territorio.
“La sicurezza si costruisce prima dell’emergenza”
Pecoraro sottolinea che la sicurezza idraulica non può essere affrontata soltanto quando si verifica un problema, ma va costruita prima, attraverso una gestione attenta dei bacini e un monitoraggio costante.
L’obiettivo, conclude l’assessora, è garantire equilibrio tra utilizzo delle risorse, protezione ambientale e salvaguardia delle comunità esposte ai rischi idrogeologici.

