A sedici anni dall’uccisione di Angelo Vassallo, suo figlio Antonio ha annunciato l’uscita di un libro dedicato alla storia del padre. Un racconto che non si fermerà alla notte del 5 settembre, ma proverà a restituire l’uomo, il padre, il sindaco e il pescatore, il legame con Acciaroli e l’impegno per una terra che aveva scelto di difendere. A pubblicarlo sarà Feltrinelli. Il manoscritto, però, non è ancora chiuso: Antonio Vassallo ha deciso di attendere il 12 novembre, quando la Corte d’Appello sarà chiamata a pronunciarsi sul ricorso della Procura riguardo Cagnazzo, prima di scrivere il finale.
Angelo Vassallo, il figlio Antonio annuncia un libro sulla storia del sindaco pescatore
L’annuncio è arrivato attraverso un lungo post social nel quale Antonio Vassallo ha spiegato le ragioni che lo hanno spinto a mettere su carta la storia del padre. «Ci sono storie che non scegli di raccontare. Sono loro che, a un certo punto, chiedono di essere raccontate. Per me è stato anche un modo per provare, dopo tanti anni, a placare quella rabbia che avevo e ho ancora dentro», scrive.
Antonio Vassallo sottolinea come il progetto sia nato lontano da qualsiasi ambizione letteraria. «Vengo dalla barca, dalle uscite a pesca. Non sono uno scrittore. Ma avevo bisogno di trovare un modo di dover raccontare». Una prima versione del testo era stata scritta anni fa, per poi rimanere ferma a lungo. Il lavoro è ripreso nel 2022, quando, spiega Vassallo, è stato possibile conoscere la ricostruzione elaborata dalla Procura.
«Dopo una prima scrittura, rimasta lì per anni, sono riuscito a riprenderla nel 2022, quando finalmente abbiamo avuto la possibilità di conoscere la ricostruzione della Procura, che ancora oggi ritengo chiara e attendibile».
Feltrinelli pubblicherà la storia di Angelo Vassallo
Il progetto, che in alcuni momenti Antonio aveva temuto di non riuscire a portare a termine, ha trovato ora una casa editrice. «Ci sono stati momenti in cui ho pensato che stavo buttando via tempo e lavoro. Oggi, invece, posso dire che Feltrinelli ha scelto di pubblicare la storia di Angelo Vassallo».
Il libro racconterà diverse dimensioni della vita del sindaco pescatore. «L’uomo, il padre, il sindaco, il pescatore. Il suo amore per Acciaroli e per quella terra che aveva difeso fino all’ultimo». C’è però ancora una parte che Antonio Vassallo ha scelto di non completare. Il finale.
«Quello che avevo immaginato è un finale di speranza, che possa dare finalmente quel senso di giustizia che in questo Paese, troppe volte, è mancato». La decisione è quella di aspettare il 12 novembre, quando la Corte d’Appello sarà chiamata a pronunciarsi sul ricorso della Procura riguardo Cagnazzo. «Non so quale sarà quella decisione. So soltanto che, qualunque essa sia, cambierà ancora una volta il significato di tante pagine che ho scritto».
«Continuo a sperare per papà e per la mia famiglia»
Nel suo messaggio Antonio Vassallo ribadisce di continuare ad affidarsi alla speranza e alla ricerca della verità. «Io continuo a sperare. Lo faccio per papà, per la mia famiglia e per tutti quelli che, in questi anni, hanno continuato a credere che la verità meriti di essere cercata fino in fondo». Un libro che, nelle intenzioni del figlio, vuole quindi impedire che Angelo Vassallo venga ricordato esclusivamente attraverso il suo assassinio.
«Mio padre non è soltanto il ricordo di quella notte»
È proprio questa una delle frasi che sintetizzano il senso del progetto. «Perché mio padre non è soltanto il ricordo di quella notte e del 5 settembre ma tutto ciò che è stato prima di quella notte». Antonio vuole raccontare l’uomo che esisteva prima della tragedia, il rapporto con la famiglia, con il mare, con Acciaroli e con il ruolo di amministratore. E chiude con una promessa: «Finché avrò voce, continuerò a raccontarlo».

