In occasione della Giornata Internazionale delle Famiglie del 15 maggio, le Acli di Salerno lanciano un grido d'aiuto per un tessuto sociale sempre più logoro.
Il tema di quest'anno, incentrato sul benessere infantile e le disuguaglianze, accende i riflettori su una realtà drammatica: in Italia oltre 1,3 milioni di minori vivono in contesti di privazione estrema, mentre nel Mezzogiorno il rischio di esclusione sociale travolge ormai più del 40% della popolazione. Per l'associazione salernitana, la capacità delle famiglie di pianificare il domani è ai minimi storici, schiacciata da costi educativi e formativi insostenibili.
Allarme Acli a Salerno: «Oltre un milione di bimbi in povertà»
Il Presidente provinciale Daniele Manzolillo è netto: la questione familiare non è più un dibattito ideologico, ma una lotta quotidiana contro stipendi fermi, precariato e carovita. Tra le richieste urgenti spicca la riforma dell'Assegone Unico: le Acli chiedono di non tagliare il sussidio al compimento del diciottesimo anno di età, proprio quando le spese per l'università e l'autonomia dei figli diventano più gravose. L'obiettivo è trasformare il welfare da emergenziale a strutturale, evitando che la fragilità economica si trasformi in una condanna alla povertà educativa permanente.Dal punto di vista locale, Gianluca Mastrovito, alla guida dei Servizi Acli, conferma il peggioramento delle condizioni di vita nel Salernitano attraverso i dati raccolti da Caf e Patronati. Le situazioni più critiche si registrano nei nuclei monoreddito e, con particolare ferocia, nelle comunità residenti nelle aree interne della provincia, dove la rarefazione dei servizi essenziali aggrava l'isolamento delle famiglie. Il "welfare di prossimità" diventa quindi l'unica barriera contro il declino, con i circoli e gli sportelli territoriali impegnati a sopperire alle carenze delle politiche pubbliche.
Lo slogan "Una grande famiglia che si prende cura delle famiglie" sintetizza l'impegno dell'associazione per l'anno in corso. Per i vertici delle Acli, la fragilità dei nuclei familiari non è più un fenomeno passeggero ma una condizione sistemica che richiede un'agenda politica radicalmente diversa. Servono reti di sostegno alla genitorialità e servizi di cura accessibili, affinché crescere un figlio non sia più percepito come un rischio finanziario ma come un investimento per il futuro della comunità.

