Il capogruppo del Pd Michele Grimaldi lancia l'allarme sulla possibilità di fenomeni di speculazione edilizia nelle aree agricole di Scafati. Lo riporta Il Mattino.
Grimaldi richiama quanto stabilito dall'articolo 59 delle Norme tecniche di attuazione del Prg, secondo cui gli interventi edilizi nelle aree agricole devono essere motivati da concrete necessità legate all'attività agricola e possono essere realizzati esclusivamente da soggetti che possiedano determinati requisiti. Tra questi figurano la qualifica di imprenditore agricolo e la condizione che almeno il 60% del reddito familiare derivi dal lavoro agricolo.
«Gli uffici – sostiene Grimaldi – hanno chiarito che il Comune non procede alla verifica dei redditi». Nelle pratiche esaminate dal consigliere, inoltre, figurerebbero domande presentate da semplici «soggetti fisici».
Un'altra questione sollevata riguarda il limite massimo di 500 metri cubi di volumetria e il meccanismo di asservimento dei terreni. Grimaldi evidenzia alcune situazioni in cui appezzamenti anche molto lontani tra loro sarebbero stati messi insieme per raggiungere la cubatura necessaria. Una circostanza che, a suo giudizio, fa sorgere interrogativi sull'effettiva esistenza di una singola azienda agricola.
Nel mirino finiscono anche le modalità con cui vengono effettuati i controlli. Dalle risposte dell'ufficio Urbanistica emergerebbe che, prima del rilascio dei titoli autorizzativi, non vengono eseguiti sopralluoghi preventivi. Inoltre, per verificare la presenza di eventuali abusi edilizi già esistenti, sarebbero utilizzate anche immagini satellitari reperibili online.
Grimaldi manifesta perplessità anche rispetto alle procedure basate sul silenzio-assenso per il rilascio delle autorizzazioni. «Nessuno intende impedire agli agricoltori e alle imprese di portare avanti e potenziare la propria attività – conclude Grimaldi – ma è necessario impedire che le aree agricole diventino terreno per speculazioni edilizie e garantire la salvaguardia del territorio».
Zone agricole a Scafati, l'allarme di Grimaldi: «C'è il rischio di speculazioni»
Il capogruppo del Pd Michele Grimaldi lancia l'allarme sulla possibilità di fenomeni di speculazione edilizia nelle aree agricole. A far scattare i suoi dubbi sono state le risposte dell'ufficio Urbanistica alle interrogazioni presentate sulle autorizzazioni rilasciate nella zona agricola E1 prevista dal piano regolatore.Grimaldi richiama quanto stabilito dall'articolo 59 delle Norme tecniche di attuazione del Prg, secondo cui gli interventi edilizi nelle aree agricole devono essere motivati da concrete necessità legate all'attività agricola e possono essere realizzati esclusivamente da soggetti che possiedano determinati requisiti. Tra questi figurano la qualifica di imprenditore agricolo e la condizione che almeno il 60% del reddito familiare derivi dal lavoro agricolo.
«Gli uffici – sostiene Grimaldi – hanno chiarito che il Comune non procede alla verifica dei redditi». Nelle pratiche esaminate dal consigliere, inoltre, figurerebbero domande presentate da semplici «soggetti fisici».
Un'altra questione sollevata riguarda il limite massimo di 500 metri cubi di volumetria e il meccanismo di asservimento dei terreni. Grimaldi evidenzia alcune situazioni in cui appezzamenti anche molto lontani tra loro sarebbero stati messi insieme per raggiungere la cubatura necessaria. Una circostanza che, a suo giudizio, fa sorgere interrogativi sull'effettiva esistenza di una singola azienda agricola.
Nel mirino finiscono anche le modalità con cui vengono effettuati i controlli. Dalle risposte dell'ufficio Urbanistica emergerebbe che, prima del rilascio dei titoli autorizzativi, non vengono eseguiti sopralluoghi preventivi. Inoltre, per verificare la presenza di eventuali abusi edilizi già esistenti, sarebbero utilizzate anche immagini satellitari reperibili online.
Grimaldi manifesta perplessità anche rispetto alle procedure basate sul silenzio-assenso per il rilascio delle autorizzazioni. «Nessuno intende impedire agli agricoltori e alle imprese di portare avanti e potenziare la propria attività – conclude Grimaldi – ma è necessario impedire che le aree agricole diventino terreno per speculazioni edilizie e garantire la salvaguardia del territorio».

