Un uomo di 67 anni originario di Pagani è stato arrestato nei giorni scorsi in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dall’autorità giudiziaria, dopo che la condanna per violenza sessuale di gruppo è divenuta definitiva. Il provvedimento arriva al termine di un lungo iter processuale legato a un episodio avvenuto oltre un decennio fa nel territorio dell’Agro nocerino-sarnese come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
La condanna a sette anni di reclusione era stata pronunciata nel maggio dello scorso anno dal collegio del Tribunale di Nocera Inferiore. Oltre alla pena detentiva, il tribunale aveva disposto nei confronti dell’imputato l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, il divieto di svolgere incarichi in strutture frequentate da minori e la perdita di alcuni diritti civili, tra cui quelli relativi agli alimenti e alla successione.
L’inchiesta giudiziaria riguardava un episodio di violenza sessuale di gruppo avvenuto nei primi mesi del 2011. La vittima, una donna di 38 anni all’epoca dei fatti, venne attirata con un pretesto in un luogo isolato e successivamente aggredita da più persone. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la donna fu convinta a uscire di casa con la promessa di un colloquio di lavoro. In realtà venne condotta in una rimessa per imbarcazioni situata in via Zeccagnuolo, tra i territori di Pagani e Sant’Egidio del Monte Albino.
Una volta arrivata nel capannone, la donna sarebbe stata abusata da tre uomini. Durante le violenze, stando alle risultanze investigative, sarebbe stata minacciata con un’arma da fuoco, circostanza che le avrebbe impedito di opporsi o tentare la fuga. La vittima, cittadina straniera residente in Italia da alcuni anni, viveva nel Paese insieme al marito, che successivamente fu costretto a rientrare in Romania.
L’episodio emerse nell’ambito di un’indagine più ampia condotta dai carabinieri. Nonostante pressioni e tentativi di convincerla a non denunciare quanto accaduto, la donna decise di rivolgersi alle forze dell’ordine, fornendo agli investigatori gli elementi necessari per avviare l’inchiesta. La sua testimonianza permise di individuare i presunti responsabili e di ricostruire la dinamica dei fatti.
Nel procedimento penale furono coinvolte complessivamente quattro persone. Al termine del processo celebrato davanti al Tribunale di Nocera Inferiore, tre imputati furono riconosciuti colpevoli del reato di violenza sessuale di gruppo e condannati a sette anni di reclusione ciascuno. Per il 67enne arrestato nei giorni scorsi la condanna è diventata definitiva, mentre per gli altri due imputati il procedimento prosegue in sede di appello.
Una quarta persona, indicata inizialmente come possibile organizzatore dell’incontro, fu invece assolta al termine del dibattimento. Durante il processo le difese avevano contestato diversi aspetti dell’impianto accusatorio, evidenziando presunte incongruenze nelle testimonianze e ricordando che in una fase precedente il Tribunale del Riesame aveva ritenuto non sufficientemente solida la ricostruzione accusatoria ai fini della custodia cautelare.
Con il passaggio in giudicato della sentenza, per il 67enne si è conclusa la vicenda giudiziaria con l’esecuzione della pena detentiva stabilita dal tribunale.
Violenza sessuale di gruppo a Pagani: arrestato 67enne
L’arresto è stato eseguito dai carabinieri della stazione di Santa Croce, che hanno rintracciato l’uomo a Reggio Emilia, città in cui si era trasferito negli ultimi anni. Dopo le procedure di identificazione e notifica del provvedimento, il 67enne è stato condotto in carcere per scontare la pena residua di 6 anni, 11 mesi e 16 giorni. La sentenza è diventata irrevocabile il 9 febbraio scorso, quando si è concluso definitivamente il percorso giudiziario avviato anni prima.La condanna a sette anni di reclusione era stata pronunciata nel maggio dello scorso anno dal collegio del Tribunale di Nocera Inferiore. Oltre alla pena detentiva, il tribunale aveva disposto nei confronti dell’imputato l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, il divieto di svolgere incarichi in strutture frequentate da minori e la perdita di alcuni diritti civili, tra cui quelli relativi agli alimenti e alla successione.
L’inchiesta giudiziaria riguardava un episodio di violenza sessuale di gruppo avvenuto nei primi mesi del 2011. La vittima, una donna di 38 anni all’epoca dei fatti, venne attirata con un pretesto in un luogo isolato e successivamente aggredita da più persone. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la donna fu convinta a uscire di casa con la promessa di un colloquio di lavoro. In realtà venne condotta in una rimessa per imbarcazioni situata in via Zeccagnuolo, tra i territori di Pagani e Sant’Egidio del Monte Albino.
Una volta arrivata nel capannone, la donna sarebbe stata abusata da tre uomini. Durante le violenze, stando alle risultanze investigative, sarebbe stata minacciata con un’arma da fuoco, circostanza che le avrebbe impedito di opporsi o tentare la fuga. La vittima, cittadina straniera residente in Italia da alcuni anni, viveva nel Paese insieme al marito, che successivamente fu costretto a rientrare in Romania.
L’episodio emerse nell’ambito di un’indagine più ampia condotta dai carabinieri. Nonostante pressioni e tentativi di convincerla a non denunciare quanto accaduto, la donna decise di rivolgersi alle forze dell’ordine, fornendo agli investigatori gli elementi necessari per avviare l’inchiesta. La sua testimonianza permise di individuare i presunti responsabili e di ricostruire la dinamica dei fatti.
Nel procedimento penale furono coinvolte complessivamente quattro persone. Al termine del processo celebrato davanti al Tribunale di Nocera Inferiore, tre imputati furono riconosciuti colpevoli del reato di violenza sessuale di gruppo e condannati a sette anni di reclusione ciascuno. Per il 67enne arrestato nei giorni scorsi la condanna è diventata definitiva, mentre per gli altri due imputati il procedimento prosegue in sede di appello.
Una quarta persona, indicata inizialmente come possibile organizzatore dell’incontro, fu invece assolta al termine del dibattimento. Durante il processo le difese avevano contestato diversi aspetti dell’impianto accusatorio, evidenziando presunte incongruenze nelle testimonianze e ricordando che in una fase precedente il Tribunale del Riesame aveva ritenuto non sufficientemente solida la ricostruzione accusatoria ai fini della custodia cautelare.
Con il passaggio in giudicato della sentenza, per il 67enne si è conclusa la vicenda giudiziaria con l’esecuzione della pena detentiva stabilita dal tribunale.

