La Corte di Cassazione ha messo la parola fine al processo per l'omicidio di Saman Abbas, la diciottenne di origini pakistane assassinata a Novellara nella primavera del 2021.
I giudici della Suprema Corte hanno rigettato tutti i ricorsi presentati dai legali degli imputati, rendendo definitive le condanne all'ergastolo per i genitori della ragazza, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, e per i cugini Ijaz Ikram e Noman Ul Haq. Diventa definitiva anche la condanna a 22 anni di reclusione inflitta allo zio della vittima, Danish Hasnain.
I giudici hanno confermato le pesanti aggravanti della premeditazione e dei futili motivi per un delitto consumato nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio 2021, poco dopo che la ragazza — allora ancora minorenne — aveva tentato di ribellarsi denunciando i genitori ai servizi sociali ed era stata privata dei propri documenti d'identità.
I giudici della Suprema Corte hanno rigettato tutti i ricorsi presentati dai legali degli imputati, rendendo definitive le condanne all'ergastolo per i genitori della ragazza, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, e per i cugini Ijaz Ikram e Noman Ul Haq. Diventa definitiva anche la condanna a 22 anni di reclusione inflitta allo zio della vittima, Danish Hasnain.
Verdetto definitivo in Cassazione per il delitto di Saman Abbas
La ricostruzione processuale ha confermato l'impianto accusatorio: la giovane fu condannata a morte dai suoi stessi familiari per essersi opposta fermamente a un matrimonio combinato in patria e per aver scelto di vivere secondo uno stile di vita occidentale, ritenuto inaccettabile e contrario ai codici d'onore della famiglia.I giudici hanno confermato le pesanti aggravanti della premeditazione e dei futili motivi per un delitto consumato nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio 2021, poco dopo che la ragazza — allora ancora minorenne — aveva tentato di ribellarsi denunciando i genitori ai servizi sociali ed era stata privata dei propri documenti d'identità.

