La variante urbanistica riaccende lo scontro politico e porta l’ex consigliere comunale di Sarno ad attaccare l'amministrazione comunale: "Prima si approva una variante urbanistica spendendo circa 70mila euro di soldi pubblici, poi gli stessi uffici comunali certificano l’esistenza di incongruenze, contraddizioni e difficoltà interpretative tali da rendere complicata l’applicazione delle norme". Lo riporta SalernoToday.
L’ex consigliere comunale punta il dito anche contro la decisione di affidarsi ad un legale esterno per individuare la procedura da seguire. “La cosa ancora più incredibile è che adesso il Comune annuncia ulteriori spese per chiedere un parere legale esterno finalizzato a capire quale strada percorrere per correggere gli errori emersi. Ma le procedure amministrative dovrebbero essere già note agli uffici competenti. Non si può scaricare sui cittadini il costo di errori politici, tecnici ed amministrativi”. Per Agovino il nodo è anche politico, considerato che il sindaco mantiene direttamente la delega all’Urbanistica. “Il sindaco non può far finta di nulla. Se ritiene che il problema sia tecnico, allora intervenga sui responsabili del settore, che devono assumersi le loro responsabilità ed indicare loro il percorso per la risoluzione di tali problematiche. Se invece il problema è politico e amministrativo, allora è evidente che questa gestione dell’Urbanistica ha fallito. In entrambi i casi servono assunzione di responsabilità e chiarezza verso la città. Sarno merita competenza, programmazione e serietà amministrativa, non continue correzioni, contraddizioni e nuovi costi a carico dei cittadini”.
Variante urbanistica, Forza Italia attacca il Comune di Sarno: "Piena di errori"
La variante urbanistica riaccende lo scontro politico e porta l’ex consigliere comunale di Sarno e dirigente provinciale di Forza Italia, Peppe Agovino, ad attaccare duramente l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Squillante, che detiene anche la delega all’Urbanistica.Le critiche
Per l'esponente di centrodestra “siamo davanti ad una vicenda che definire assurda è poco. Prima si approva una variante urbanistica spendendo circa 70mila euro di soldi pubblici, poi gli stessi uffici comunali certificano l’esistenza di incongruenze, contraddizioni e difficoltà interpretative tali da rendere complicata l’applicazione delle norme. È una situazione gravissima sotto il profilo politico e amministrativo. Se il responsabile dell’Urbanistica firma gli atti della variante in qualità di responsabile del procedimento della stessa variante e successivamente segnala che quelle norme presentano problemi tecnici e interpretativi, allora qualcuno deve assumersi la responsabilità di quanto accaduto. O c’è stata superficialità nella fase di approvazione degli atti oppure emerge un’evidente incapacità nella gestione di uno strumento fondamentale per il futuro della città, o addirittura è succube della politica. Se poi si tratta di un evidente errore progettuale il sindaco dovrebbe chiedere chiarimenti ai progettisti della variante ed eventuali risarcimenti per il danno procurato".L’ex consigliere comunale punta il dito anche contro la decisione di affidarsi ad un legale esterno per individuare la procedura da seguire. “La cosa ancora più incredibile è che adesso il Comune annuncia ulteriori spese per chiedere un parere legale esterno finalizzato a capire quale strada percorrere per correggere gli errori emersi. Ma le procedure amministrative dovrebbero essere già note agli uffici competenti. Non si può scaricare sui cittadini il costo di errori politici, tecnici ed amministrativi”. Per Agovino il nodo è anche politico, considerato che il sindaco mantiene direttamente la delega all’Urbanistica. “Il sindaco non può far finta di nulla. Se ritiene che il problema sia tecnico, allora intervenga sui responsabili del settore, che devono assumersi le loro responsabilità ed indicare loro il percorso per la risoluzione di tali problematiche. Se invece il problema è politico e amministrativo, allora è evidente che questa gestione dell’Urbanistica ha fallito. In entrambi i casi servono assunzione di responsabilità e chiarezza verso la città. Sarno merita competenza, programmazione e serietà amministrativa, non continue correzioni, contraddizioni e nuovi costi a carico dei cittadini”.

