A Vallo della Lucania è stata varata la radicale riforma del Piano urbanistico e di sviluppo che disciplina l'intera area protetta del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Il nuovo strumento di gestione territoriale manda definitivamente in soffitta le vecchie direttive in vigore dal 2010 per introdurre maglie più flessibili, nate per sbloccare l'edilizia conservativa e frenare l'emorragia demografica nei borghi. La novità più impattante riguarda la riscrittura dei confini della "zona D" – quella deputata all'espansione economica e sociale –, che viene ora tarata al millimetro sulle reali necessità di crescita dei singoli municipi e sui rispettivi Piani urbanistici comunali.
Il presidente dell'Ente Parco, Giuseppe Coccorullo, ha rivendicato con forza il cambio di paradigma rispetto alla vecchia gestione, sottolineando come questa variante non sia una decisione calata dall'alto ma un accordo concertato direttamente con le comunità locali.
Il dossier scientifico, redatto con il supporto degli esperti dell'Università Federico II di Napoli, entra ora nella fase decisiva della Valutazione Ambientale Strategica (Vas) e della Valutazione di Incidenza, con l'obiettivo di tagliare il traguardo dell'approvazione definitiva proprio entro il 2026.
Il nuovo strumento di gestione territoriale manda definitivamente in soffitta le vecchie direttive in vigore dal 2010 per introdurre maglie più flessibili, nate per sbloccare l'edilizia conservativa e frenare l'emorragia demografica nei borghi. La novità più impattante riguarda la riscrittura dei confini della "zona D" – quella deputata all'espansione economica e sociale –, che viene ora tarata al millimetro sulle reali necessità di crescita dei singoli municipi e sui rispettivi Piani urbanistici comunali.
Vallo della Lucania riscrive le regole del Parco
La vera spinta modernizzatrice del progetto si concentra su una rivoluzione cartografica senza precedenti, che porta il dettaglio delle mappe da una scala macroscopica di 1:50.000 a un'altissima precisione di 1:10.000, eliminando i dubbi sui confini dei terreni che in passato hanno paralizzato centinaia di pratiche.Il presidente dell'Ente Parco, Giuseppe Coccorullo, ha rivendicato con forza il cambio di paradigma rispetto alla vecchia gestione, sottolineando come questa variante non sia una decisione calata dall'alto ma un accordo concertato direttamente con le comunità locali.
Il dossier scientifico, redatto con il supporto degli esperti dell'Università Federico II di Napoli, entra ora nella fase decisiva della Valutazione Ambientale Strategica (Vas) e della Valutazione di Incidenza, con l'obiettivo di tagliare il traguardo dell'approvazione definitiva proprio entro il 2026.

