Incidente per dei tombini sporgenti: da Vallo della Lucania arriva una vicenda giudiziaria andata avanti per oltre 20 anni e chiusa dalla Corte di Cassazione con una sentenza che conferma il risarcimento. Lo riporta Rete 7.
La difesa della ditta sosteneva che la donna conoscesse quei luoghi, vivendo proprio nella zona dell'incidente, e che avrebbe dovuto prevedere il rischio. Ma i giudici hanno respinto questa imposizione: la conoscenza della strada non basta a cancellare le responsabilità di chi deve custodire, mantenere e rendere sicuro il tratto veicolare.
Con la recente sentenza, la Cassazione ha quindi confermato il risarcimento già riconosciuto nei precedenti gradi di giudizio rigettando il ricorso presentato dalla società. Un passaggio importante riguarda anche la condotta della conducente: dalle indagini è emerso che procedeva a bassa velocità mentre pioggia e pozzanghere avevano reso il pericolo ancora meno visibile.
Incidente per dei tombini sporgenti a Vallo della Lucania, la Cassazione conferma il risarcimento
Dal Comune di Vallo della Lucania arriva una vicenda giudiziaria andata avanti per oltre 20 anni e chiusa dalla Corte di Cassazione con una sentenza che conferma il risarcimento. Tutto prende inizio da un incidente avvenuto nell'aprile del 2005. Un'automobilista stava transitando lungo una strada con cantiere quando la sua vettura rimase incastrata su due tombini sporgenti. Nell'impatto l'auto riportò danni e la persona alla guida riportò lievi ferite. Da quel momento iniziò una lunga battaglia civile contro la società incaricata dei lavori.La difesa della ditta sosteneva che la donna conoscesse quei luoghi, vivendo proprio nella zona dell'incidente, e che avrebbe dovuto prevedere il rischio. Ma i giudici hanno respinto questa imposizione: la conoscenza della strada non basta a cancellare le responsabilità di chi deve custodire, mantenere e rendere sicuro il tratto veicolare.
Con la recente sentenza, la Cassazione ha quindi confermato il risarcimento già riconosciuto nei precedenti gradi di giudizio rigettando il ricorso presentato dalla società. Un passaggio importante riguarda anche la condotta della conducente: dalle indagini è emerso che procedeva a bassa velocità mentre pioggia e pozzanghere avevano reso il pericolo ancora meno visibile.

