Nel Salernitano l’occupazione continua a crescere, ma per la Cisl Salerno il dato positivo deve diventare il punto di partenza per una nuova fase di sviluppo. A dirlo è la segretaria generale Marilina Cortazzi, che invita a governare la crescita affinché il maggiore valore prodotto dal territorio si traduca anche in salari più alti, sicurezza, formazione, welfare e qualità della vita.
I numeri fotografano un cambiamento significativo. Nel 2025 il tasso di occupazione nella fascia tra i 15 e i 64 anni ha raggiunto il 52,3%, in aumento rispetto al 51,4% del 2024 e al 48,7% del 2023. Nello stesso periodo il tasso di disoccupazione è sceso fino al 9,8%.
Il nodo della redistribuzione
Nonostante il miglioramento del mercato del lavoro, resta aperta la questione della qualità della crescita. Nel 2024 il reddito disponibile pro capite nel Salernitano è arrivato a 18.556 euro, il valore più alto tra le province campane, ma il territorio resta comunque al 76esimo posto nella graduatoria nazionale.
Per Cortazzi, dunque, non basta registrare più occupati. La vera sfida è capire come trasformare l’aumento del lavoro in maggiore valore per chi lavora e per le comunità.
“La domanda oggi non è più soltanto come creare occupazione, ma come trasformare la maggiore occupazione in più valore, più salario, più sicurezza e più sviluppo per il territorio”, afferma la segretaria generale della Cisl Salerno.
Salari, produttività e partecipazione
Secondo la Cisl, il salario non può essere considerato solo una rivendicazione sindacale, ma una leva di sviluppo e giustizia sociale. Se cresce la produttività e aumenta il valore prodotto, una parte di quel valore deve tornare anche ai lavoratori.
Cortazzi richiama le imprese alla necessità di investire, innovare e competere dentro un modello in cui il lavoro non sia soltanto uno strumento produttivo, ma anche un soggetto coinvolto nei risultati.
Da qui il richiamo alla contrattazione aziendale, indicata come strumento centrale per distribuire meglio il valore generato, attraverso premi di risultato, formazione, maggiore qualità del lavoro e partecipazione.
Welfare e comunità
La redistribuzione, per la Cisl Salerno, non deve fermarsi dentro le aziende. Il valore prodotto deve diventare anche benessere per i territori, incidendo su servizi, trasporti, politiche abitative, sostegno alle famiglie, welfare locale e fiscalità.
Per questo Cortazzi affianca alla contrattazione aziendale una forte contrattazione sociale, capace di intervenire concretamente sulla qualità della vita e sul reddito disponibile delle persone.
La linea indicata dal sindacato è chiara: più produttività, più salario, più partecipazione e più welfare territoriale. Una crescita, dunque, non misurata soltanto attraverso gli indicatori economici, ma anche dalla capacità di rafforzare imprese, lavoratori e comunità.
“La vera sfida per Salerno è passare dalla crescita dell’occupazione alla crescita del valore del lavoro”, conclude Cortazzi.

