Dopo anni di attesa e lavori di restauro, il Rione Sant’Antonio di Amalfi si prepara a vivere un momento di grande valore religioso e identitario. Lunedì 12 maggio, alle ore 18, la statua di Sant’Antonio farà ritorno nella sua chiesa, nel cuore dello storico quartiere amalfitano, dopo essere stata custodita per lungo tempo nella Chiesa di San Benedetto.
Il ritorno della statua di Sant’Antonio
La comunità di Amalfi attende con emozione il ritorno del simulacro nella Chiesa di Sant’Antonio, rimasta chiusa per diversi anni a causa degli interventi di restauro.
Durante il periodo di chiusura, la statua del Santo era stata trasferita nella Chiesa di San Benedetto, sullo Stradone, dove i fedeli hanno continuato a rivolgere preghiere e devozione al patrono del rione.
Ora, con la conclusione dei lavori, Sant’Antonio torna nella sua sede storica, restituendo al quartiere uno dei simboli più cari della propria tradizione.
Un momento atteso dal Rione Sant’Antonio
Il trasferimento previsto per il 12 maggio non sarà soltanto una cerimonia religiosa. Per gli abitanti del rione rappresenta una vera riconquista della memoria collettiva, dopo anni in cui uno dei luoghi più significativi del quartiere è rimasto chiuso.
Il Rione Sant’Antonio, conosciuto anche per la zona di Capo di Croce, conserva ancora oggi il fascino dell’Amalfi più antica, fatta di vicoli, pietra, silenzi e devozione popolare.
La storia della chiesa
Le origini della chiesa affondano nel Duecento. Secondo la tradizione, il complesso sarebbe stato fondato intorno al 1220 dai francescani, forse in occasione del passaggio di San Francesco d’Assisi ad Amalfi per venerare le reliquie di Sant’Andrea.
In origine la struttura era dedicata a Santa Maria degli Angeli. Successivamente prese il nome di San Francesco e, nel corso del tempo, quello di Sant’Antonio, diventando un riferimento spirituale per l’intero rione.
Dal convento alla memoria della città
Nel corso dei secoli, il complesso ha attraversato diverse trasformazioni. Dopo la soppressione napoleonica del 1809, parte dell’antico convento cambiò destinazione d’uso, diventando prima locanda e poi albergo.
La chiesa, però, ha continuato a custodire il legame religioso e popolare del quartiere, restando uno dei luoghi più rappresentativi della devozione amalfitana.
La festa del 13 giugno e la devozione popolare
Il ritorno della statua assume un significato ancora più forte in vista delle celebrazioni del 13 giugno, giorno della festa di Sant’Antonio. Molti amalfitani ricordano ancora le processioni, le luminarie e i momenti di partecipazione che animavano il rione.
La riapertura della chiesa potrebbe quindi rappresentare anche un nuovo inizio per recuperare tradizioni, riti e momenti comunitari rimasti sospesi negli ultimi anni.
Un patrimonio restituito ad Amalfi
Con il rientro della statua e la riapertura della chiesa, Amalfi recupera un importante patrimonio storico, artistico e spirituale. Il Rione Sant’Antonio ritrova così uno dei suoi luoghi simbolo, restituendo alla città una parte preziosa della propria identità.
La giornata del 12 maggio si annuncia dunque come un appuntamento molto sentito, capace di unire fede, memoria e appartenenza.

