Prosegue davanti alla Corte di Assise di Salerno il processo per il duplice omicidio avvenuto nell’ottobre del 2024 all’interno del mercato ittico cittadino. Nel corso dell’ultima udienza sono state illustrate ai giudici le risultanze medico-legali che ricostruiscono le cause della morte delle due vittime, Carmine De Luca e Rosario Montone come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Secondo quanto spiegato dal medico legale, non si sarebbero verificate omissioni di soccorso né ritardi negli interventi sanitari. I sanitari del 118 avrebbero infatti effettuato tutte le manovre di rianimazione e supporto cardiocircolatorio previste dai protocolli di emergenza. Tuttavia, le ferite provocate dai colpi d’arma da fuoco risultavano incompatibili con la vita.
Nel caso di Carmine De Luca, trasportato in ambulanza al pronto soccorso, la situazione clinica era già gravissima al momento dell’arrivo in ospedale. L’uomo, secondo la ricostruzione medico-legale, presentava lesioni profonde agli organi interni: i polmoni erano stati perforati dal proiettile e anche il fegato risultava seriamente danneggiato. Le condizioni erano quindi già considerate irreversibili.
Diversa ma altrettanto drammatica la dinamica della morte di Rosario Montone. L’uomo, raggiunto da un colpo di pistola al torace, sarebbe deceduto praticamente sul posto. Il proiettile avrebbe provocato il collasso dei polmoni e attraversato organi vitali, tra cui il cuore, determinando un arresto immediato delle funzioni vitali.
Per il duplice omicidio è imputato Francesco Iacovazzo. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, la mattina del primo ottobre 2024 l’uomo si sarebbe recato presso il mercato ittico cittadino armato di una pistola calibro 7.65, regolarmente detenuta. Alla base del gesto ci sarebbe stato un acceso contrasto con le due vittime, maturato probabilmente per questioni legate al commercio del pesce o ad altre tensioni pregresse.
Dalle ricostruzioni investigative sarebbe emerso inoltre un clima di risentimento personale da parte dell’imputato nei confronti delle vittime. Iacovazzo riteneva infatti Montone e De Luca responsabili del suo licenziamento da una società del settore ittico, la Eurofish, dove in passato aveva lavorato prima di diventare cliente dell’attività commerciale.
Convinto di essere stato accusato dai due ex colleghi di essersi appropriato indebitamente di prodotti ittici, l’uomo avrebbe affrontato le vittime all’interno del mercato. Durante il confronto sarebbero stati esplosi tre colpi di pistola: uno ha colpito mortalmente Montone al cuore, mentre un secondo ha ferito gravemente De Luca, morto poco dopo il trasporto in ospedale.
Il processo prosegue ora con l’ascolto di ulteriori testimoni e consulenti tecnici chiamati a chiarire nel dettaglio la dinamica della sparatoria e le responsabilità penali contestate all’imputato.
Sparatoria al mercato ittico, il parere del medico legale in aula
Davanti al collegio giudicante, presieduto dal magistrato Rosaria Passaro con il giudice a latere Zarone, ha deposto il medico legale Maria D'Aniello, che eseguì gli esami autoptici sui corpi delle due vittime. L’esperta ha illustrato in aula le condizioni cliniche riscontrate durante l’autopsia, chiarendo che le lesioni riportate da De Luca erano di una gravità tale da rendere impossibile la sopravvivenza.Secondo quanto spiegato dal medico legale, non si sarebbero verificate omissioni di soccorso né ritardi negli interventi sanitari. I sanitari del 118 avrebbero infatti effettuato tutte le manovre di rianimazione e supporto cardiocircolatorio previste dai protocolli di emergenza. Tuttavia, le ferite provocate dai colpi d’arma da fuoco risultavano incompatibili con la vita.
Nel caso di Carmine De Luca, trasportato in ambulanza al pronto soccorso, la situazione clinica era già gravissima al momento dell’arrivo in ospedale. L’uomo, secondo la ricostruzione medico-legale, presentava lesioni profonde agli organi interni: i polmoni erano stati perforati dal proiettile e anche il fegato risultava seriamente danneggiato. Le condizioni erano quindi già considerate irreversibili.
Diversa ma altrettanto drammatica la dinamica della morte di Rosario Montone. L’uomo, raggiunto da un colpo di pistola al torace, sarebbe deceduto praticamente sul posto. Il proiettile avrebbe provocato il collasso dei polmoni e attraversato organi vitali, tra cui il cuore, determinando un arresto immediato delle funzioni vitali.
Per il duplice omicidio è imputato Francesco Iacovazzo. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, la mattina del primo ottobre 2024 l’uomo si sarebbe recato presso il mercato ittico cittadino armato di una pistola calibro 7.65, regolarmente detenuta. Alla base del gesto ci sarebbe stato un acceso contrasto con le due vittime, maturato probabilmente per questioni legate al commercio del pesce o ad altre tensioni pregresse.
Dalle ricostruzioni investigative sarebbe emerso inoltre un clima di risentimento personale da parte dell’imputato nei confronti delle vittime. Iacovazzo riteneva infatti Montone e De Luca responsabili del suo licenziamento da una società del settore ittico, la Eurofish, dove in passato aveva lavorato prima di diventare cliente dell’attività commerciale.
Convinto di essere stato accusato dai due ex colleghi di essersi appropriato indebitamente di prodotti ittici, l’uomo avrebbe affrontato le vittime all’interno del mercato. Durante il confronto sarebbero stati esplosi tre colpi di pistola: uno ha colpito mortalmente Montone al cuore, mentre un secondo ha ferito gravemente De Luca, morto poco dopo il trasporto in ospedale.
Il processo prosegue ora con l’ascolto di ulteriori testimoni e consulenti tecnici chiamati a chiarire nel dettaglio la dinamica della sparatoria e le responsabilità penali contestate all’imputato.

