La polveriera ambientale di Pontecagnano Faiano rischia di trasformarsi in un caso mediatico internazionale. Al centro della contesa c'è un rimorchio carico di rifiuti speciali e altamente pericolosi, abbandonato sulla fascia costiera dallo scorso ottobre, che ora minaccia di oscurare la festa del Giro d'Italia. L'associazione «Città Protagonista» ha rotto gli indugi, annunciando una protesta plateale proprio il 14 maggio, quando i riflettori delle telecamere mondiali saranno puntati sulle strade picentine per il passaggio dei ciclisti come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Il presidente del sodalizio, Paolo Toscano, ha invocato l'intervento sostitutivo del Prefetto di Salerno per sbloccare un iter burocratico che appare paralizzato nonostante il recente dissequestro del mezzo. La scelta della data non è casuale: trasformare il litorale in un presidio di protesta durante la corsa rosa rappresenta l'ultima spiaggia per costringere le istituzioni a una bonifica immediata. Se non arriveranno risposte concrete, il 14 maggio la carovana del Giro potrebbe trovare ad accoglierla non solo i tifosi, ma anche lo spettro dei rifiuti tossici mai rimossi.
Scorie tossiche sulla litoranea, protesta al Giro d'Italia
La diffida formale è già approdata sui tavoli della Prefettura, dell'Asl e dell'Arpac. La denuncia è netta: l'amministrazione comunale si sarebbe limitata a "coprire" il carico con un semplice telo, una misura ritenuta del tutto insufficiente a fronte della gravità del materiale stoccato. Le analisi tecniche effettuate dopo il rogo del 25 ottobre hanno infatti confermato uno scenario inquietante: il rimorchio ospita oltre 25 tonnellate di residui organici classificati come cancerogeni ed ecotossici (sigle HP7 e HP14), un mix micidiale che giace a pochi passi dal mare.Il presidente del sodalizio, Paolo Toscano, ha invocato l'intervento sostitutivo del Prefetto di Salerno per sbloccare un iter burocratico che appare paralizzato nonostante il recente dissequestro del mezzo. La scelta della data non è casuale: trasformare il litorale in un presidio di protesta durante la corsa rosa rappresenta l'ultima spiaggia per costringere le istituzioni a una bonifica immediata. Se non arriveranno risposte concrete, il 14 maggio la carovana del Giro potrebbe trovare ad accoglierla non solo i tifosi, ma anche lo spettro dei rifiuti tossici mai rimossi.

