Una sentenza della prima sezione civile del Tribunale di Salerno introduce un elemento di forte rilievo nel panorama giuridico relativo alle controversie familiari. I giudici hanno infatti stabilito che entrambi i genitori di due minori dovranno risarcire i propri figli per aver compromesso il diritto alla bigenitorialità.
La decisione prevede il pagamento di cinquemila euro per ciascun bambino, somme che saranno depositate su libretti intestati ai minori e vincolate fino al raggiungimento della maggiore età come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
La vicenda giudiziaria ha origine nel luglio del 2017, quando la donna denunciò l’ex compagno per un episodio di violenza domestica. Il procedimento penale si concluse però con l’assoluzione dell’uomo. Nonostante l’esito giudiziario, il rapporto tra i due genitori è rimasto segnato da una forte conflittualità che negli anni successivi ha inciso profondamente anche sulle relazioni familiari e sul rapporto tra il padre e i figli.
Secondo quanto ricostruito negli atti, il clima di tensione si è progressivamente aggravato fino al 2021, quando il Tribunale intervenne con un primo provvedimento volto a disciplinare i rapporti tra il padre e i minori. Nello stesso periodo fu coinvolto anche il Tribunale per i minorenni, che dispose l’attivazione dei servizi sociali e l’avvio di percorsi di sostegno alla genitorialità con l’obiettivo di favorire il recupero della relazione tra i bambini e il genitore paterno.
Nel corso del procedimento è stata disposta anche una consulenza tecnica d’ufficio per analizzare la situazione familiare e valutare le condizioni emotive dei minori. La relazione degli esperti ha descritto un quadro particolarmente delicato, evidenziando come il primogenito avesse interiorizzato nel tempo racconti e ricordi di presunti episodi di violenza riferiti dalla madre. I consulenti hanno inoltre rilevato che il rifiuto manifestato dai bambini nei confronti del padre sarebbe stato influenzato anche dal contesto familiare e da possibili condizionamenti indiretti.
Alla luce di queste valutazioni, il Tribunale ha attribuito responsabilità a entrambi i genitori, seppur con profili differenti. Da un lato il padre è stato ritenuto responsabile di aver mostrato nel tempo un atteggiamento distante e poco coinvolto nella vita dei figli. Dall’altro lato la madre è stata considerata corresponsabile per aver contribuito, secondo i giudici, a rendere più difficile la costruzione di un rapporto equilibrato tra i minori e il genitore paterno.
Nel corso del procedimento è emerso anche che l’uomo non avrebbe versato per un periodo l’assegno di mantenimento, dichiarando di averlo fatto per ritorsione nei confronti dell’ex compagna. Un comportamento che, secondo il tribunale, dimostrerebbe una grave mancanza di attenzione verso i bisogni dei figli.
Nel dispositivo finale i giudici hanno confermato l’affidamento esclusivo dei minori alla madre e disposto la sospensione degli incontri con il padre fino a quando i bambini non manifesteranno una volontà diversa. L’aspetto più discusso della sentenza resta tuttavia il risarcimento disposto nei confronti dei figli. Sebbene la giurisprudenza abbia già in passato riconosciuto danni nei casi di violazione della bigenitorialità, è meno frequente che la responsabilità venga attribuita anche al genitore affidatario esclusivo.
La difesa della madre ha contestato questa ricostruzione, sostenendo che la donna avrebbe sempre garantito il sostegno economico e materiale ai figli e partecipato ai percorsi di supporto alla genitorialità previsti dai servizi sociali. Secondo la legale, non vi sarebbe stata alcuna condotta finalizzata a ostacolare il rapporto tra i bambini e il padre e la donna avrebbe tentato di favorire gli incontri anche in presenza di una forte resistenza manifestata dai minori.
La decisione prevede il pagamento di cinquemila euro per ciascun bambino, somme che saranno depositate su libretti intestati ai minori e vincolate fino al raggiungimento della maggiore età come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Scontro tra genitori e figli coinvolti: il tribunale dispone il risarcimento
Il provvedimento, firmato dal collegio presieduto dal magistrato Ilaria Bianchi, arriva al termine di un procedimento lungo e complesso che ha ricostruito anni di conflitti tra i due ex partner. La particolarità della decisione risiede nel fatto che il risarcimento riguarda sia il padre sia la madre, quest’ultima affidataria esclusiva dei figli e assistita dall’avvocata Lucia Vicinanza. Contro la sentenza è stato già presentato ricorso in appello.La vicenda giudiziaria ha origine nel luglio del 2017, quando la donna denunciò l’ex compagno per un episodio di violenza domestica. Il procedimento penale si concluse però con l’assoluzione dell’uomo. Nonostante l’esito giudiziario, il rapporto tra i due genitori è rimasto segnato da una forte conflittualità che negli anni successivi ha inciso profondamente anche sulle relazioni familiari e sul rapporto tra il padre e i figli.
Secondo quanto ricostruito negli atti, il clima di tensione si è progressivamente aggravato fino al 2021, quando il Tribunale intervenne con un primo provvedimento volto a disciplinare i rapporti tra il padre e i minori. Nello stesso periodo fu coinvolto anche il Tribunale per i minorenni, che dispose l’attivazione dei servizi sociali e l’avvio di percorsi di sostegno alla genitorialità con l’obiettivo di favorire il recupero della relazione tra i bambini e il genitore paterno.
Nel corso del procedimento è stata disposta anche una consulenza tecnica d’ufficio per analizzare la situazione familiare e valutare le condizioni emotive dei minori. La relazione degli esperti ha descritto un quadro particolarmente delicato, evidenziando come il primogenito avesse interiorizzato nel tempo racconti e ricordi di presunti episodi di violenza riferiti dalla madre. I consulenti hanno inoltre rilevato che il rifiuto manifestato dai bambini nei confronti del padre sarebbe stato influenzato anche dal contesto familiare e da possibili condizionamenti indiretti.
Alla luce di queste valutazioni, il Tribunale ha attribuito responsabilità a entrambi i genitori, seppur con profili differenti. Da un lato il padre è stato ritenuto responsabile di aver mostrato nel tempo un atteggiamento distante e poco coinvolto nella vita dei figli. Dall’altro lato la madre è stata considerata corresponsabile per aver contribuito, secondo i giudici, a rendere più difficile la costruzione di un rapporto equilibrato tra i minori e il genitore paterno.
Nel corso del procedimento è emerso anche che l’uomo non avrebbe versato per un periodo l’assegno di mantenimento, dichiarando di averlo fatto per ritorsione nei confronti dell’ex compagna. Un comportamento che, secondo il tribunale, dimostrerebbe una grave mancanza di attenzione verso i bisogni dei figli.
Nel dispositivo finale i giudici hanno confermato l’affidamento esclusivo dei minori alla madre e disposto la sospensione degli incontri con il padre fino a quando i bambini non manifesteranno una volontà diversa. L’aspetto più discusso della sentenza resta tuttavia il risarcimento disposto nei confronti dei figli. Sebbene la giurisprudenza abbia già in passato riconosciuto danni nei casi di violazione della bigenitorialità, è meno frequente che la responsabilità venga attribuita anche al genitore affidatario esclusivo.
La difesa della madre ha contestato questa ricostruzione, sostenendo che la donna avrebbe sempre garantito il sostegno economico e materiale ai figli e partecipato ai percorsi di supporto alla genitorialità previsti dai servizi sociali. Secondo la legale, non vi sarebbe stata alcuna condotta finalizzata a ostacolare il rapporto tra i bambini e il padre e la donna avrebbe tentato di favorire gli incontri anche in presenza di una forte resistenza manifestata dai minori.

