Nuovi sviluppi emergono sull’incendio avvenuto sabato pomeriggio 13 giugno lungo il letto del torrente Brizzi a Sapri: spunta l'ipotesi di origine dolosa. Lo riporta Stiletv.
L’intervento ha richiesto la presenza dei Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza l’area interessata dalle fiamme. Sul posto hanno operato due pattuglie del Nucleo Carabinieri Forestale di Sapri, coordinate dal Maresciallo Ordinario Luigi Di Berardino, insieme ai Vigili del Fuoco. Attraverso i sopralluoghi e l’applicazione del Metodo delle Evidenze Fisiche (MEF), gli investigatori hanno raccolto elementi che rafforzano l’ipotesi di un atto doloso. Le indagini proseguono per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e identificare eventuali responsabili.
L’incendio ha coinvolto anche diversi rifiuti abbandonati lungo gli argini del torrente, tra cui materiali plastici e legnosi. Questi elementi hanno alimentato le fiamme, rendendo più impegnative le operazioni di spegnimento.
Nel corso delle verifiche, i Carabinieri Forestali hanno inoltre riscontrato la possibile presenza di un’occupazione abusiva di terreno demaniale nella zona colpita dal fuoco. Anche su questo fronte sono in corso approfondimenti per chiarire ogni aspetto della vicenda e fare piena luce sull’accaduto.
Sapri, incendio nel torrente Brizzi: spunta l’ipotesi di origine dolosa
Nuovi sviluppi emergono sull’incendio avvenuto sabato pomeriggio lungo il letto del torrente Brizzi, a Sapri. Secondo i primi accertamenti condotti dai Carabinieri Forestali, si profilerebbe la possibilità di un'origine dolosa. Durante i controlli è stata inoltre rilevata una probabile occupazione abusiva di suolo demaniale, un fattore che apre un secondo fronte investigativo.L’intervento ha richiesto la presenza dei Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza l’area interessata dalle fiamme. Sul posto hanno operato due pattuglie del Nucleo Carabinieri Forestale di Sapri, coordinate dal Maresciallo Ordinario Luigi Di Berardino, insieme ai Vigili del Fuoco. Attraverso i sopralluoghi e l’applicazione del Metodo delle Evidenze Fisiche (MEF), gli investigatori hanno raccolto elementi che rafforzano l’ipotesi di un atto doloso. Le indagini proseguono per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e identificare eventuali responsabili.
L’incendio ha coinvolto anche diversi rifiuti abbandonati lungo gli argini del torrente, tra cui materiali plastici e legnosi. Questi elementi hanno alimentato le fiamme, rendendo più impegnative le operazioni di spegnimento.
Nel corso delle verifiche, i Carabinieri Forestali hanno inoltre riscontrato la possibile presenza di un’occupazione abusiva di terreno demaniale nella zona colpita dal fuoco. Anche su questo fronte sono in corso approfondimenti per chiarire ogni aspetto della vicenda e fare piena luce sull’accaduto.

