Un furto consumato in un appartamento del Comune di Gesualdo, in provincia di Avellino, ha avuto un epilogo grazie alle moderne tecniche investigative e all’uso della scienza forense.
I carabinieri dell’Aliquota Operativa della compagnia di Mirabella Eclano sono intervenuti sul posto dopo la segnalazione di un furto. Durante il sopralluogo, i militari hanno rilevato che il malvivente, mentre commetteva il reato, si era ferito, lasciando tracce di sangue sul luogo del delitto.
Al termine delle indagini, il 35enne è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Avellino con l’accusa di furto in abitazione. L’episodio sottolinea l’efficacia dell’integrazione tra investigazione tradizionale e tecniche scientifiche nel contrasto alla criminalità.
L’azione dei carabinieri, infatti, non solo ha permesso di individuare l’autore del reato, ma costituisce anche un deterrente per eventuali altri malintenzionati, dimostrando come la raccolta e l’analisi delle prove biologiche possano risultare determinanti per la risoluzione di crimini anche in contesti relativamente piccoli e periferici.
I carabinieri dell’Aliquota Operativa della compagnia di Mirabella Eclano sono intervenuti sul posto dopo la segnalazione di un furto. Durante il sopralluogo, i militari hanno rilevato che il malvivente, mentre commetteva il reato, si era ferito, lasciando tracce di sangue sul luogo del delitto.
Sangue sulla scena del crimine: 35enne smascherato grazie al Dna
Le tracce ematiche sono state raccolte e analizzate dai tecnici del Racis, la sezione specializzata in indagini scientifiche dell’Arma. Il profilo genetico ottenuto è stato confrontato con quello del sospettato, consentendo l’identificazione dell’autore del furto: un uomo di 35 anni, originario dell’Est Europa.Al termine delle indagini, il 35enne è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Avellino con l’accusa di furto in abitazione. L’episodio sottolinea l’efficacia dell’integrazione tra investigazione tradizionale e tecniche scientifiche nel contrasto alla criminalità.
L’azione dei carabinieri, infatti, non solo ha permesso di individuare l’autore del reato, ma costituisce anche un deterrente per eventuali altri malintenzionati, dimostrando come la raccolta e l’analisi delle prove biologiche possano risultare determinanti per la risoluzione di crimini anche in contesti relativamente piccoli e periferici.

