Tradizione, religione, identità e intrattenimento a Salvitelle con la storica gara a piedi nudi: la comunità è pronta a dare inizio ai festeggiamenti in onore di San Sebastiano Martire, il santo patrono del luogo.
"La celebrazione di San Sebastiano è uno dei momenti in cui Salvitelle mostra al meglio la propria identità. La corsa a piedi nudi e la lotta sono tradizioni che attraversano le generazioni, raccontando il forte legame della nostra comunità con la fede, la storia e il territorio. Accanto a questi rituali antichi, includiamo momenti di intrattenimento e condivisione, come il concerto di Alessio, per accogliere chi tornerà a Salvitelle e molti visitatori desiderosi di conoscere il nostro paese. È una celebrazione che protegge il passato, ma, soprattutto grazie ai giovani, continua a vivere nel presente," afferma il sindaco Maria Antonietta Scelza.
Domenica 30 agosto, a partire dalle 18, si svolgerà nuovamente uno dei riti più affascinanti e tipici di Salvitelle. La corsa avrà inizio dalla cima della Serra San Giacomo e porterà i partecipanti alla chiesa del paese, passando per un sentiero difficile, tra sassi, rovi, arbusti e vegetazione, da affrontare rigorosamente a piedi nudi. Non si tratta solo di una competizione sportiva, ma di una prova in cui si fondono sacrifici personali, devozione e senso di comunità.
Secondo quanto riportato nel libro Itinerario storico dal ’700 a oggi, a cura di Pietro Zirpoli, si narra che questa tradizione risale al 1791, nel contesto della presenza delle truppe francesi sulla montagna. La memoria popolare racconta di una gara con i pastori del luogo, i quali erano in grado di muoversi rapidamente e scalzi su un terreno difficile, a differenza dei soldati che indossavano scarponi pesanti. Col tempo, questo ricordo è diventato profondamente intrecciato con la devozione verso San Sebastiano. Infatti, al termine della corsa, i concorrenti giungono in chiesa per baciarsi il piede della statua del Santo. Poco dopo, immergono i piedi, spesso segnati dal percorso, in tinozze piene di vino locale: un antico rito usato per alleviare le ferite, che ha assunto anche un forte significato simbolico e rituale.
Sempre domenica 30 agosto, al termine della corsa, avrà luogo il tradizionale torneo di lotta greco-romana, un'altra manifestazione che si tramanda da generazioni. Le sue origini rimangono avvolte nella tradizione popolare. Una versione la collega alle antiche dispute tra pastori per il possesso dei terreni e dei pascoli; un'altra riporta invece alle prove atletiche del Pentathlon dell'antica Grecia. Se nella corsa l'individuo si confronta con la montagna e la propria resistenza, nella lotta emergono la forza, l'equilibrio e il confronto. Due rituali distinti che fanno parte dello stesso patrimonio culturale e popolare, continuando a raccontare il legame di Salvitelle con la propria storia. La conclusione dei festeggiamenti sarà affidata alla musica.
Lunedì 31 agosto, alle 22, in Piazza San Sebastiano, si esibirà Alessio, il nome d'arte di Gaetano Carluccio, una delle voci più rinomate della musica napoletana contemporanea. La sua carriera è iniziata nei primi anni Duemila, con un repertorio in cui la melodia partenopea si fonde con sonorità moderne. Alessio porterà a Salvitelle i brani che hanno segnato il suo cammino artistico, tra cui Ma sì vene stasera, insieme alle sue produzioni più recenti. Il concerto chiuderà due giorni in cui Salvitelle tornerà a essere un luogo di incontro per abitanti, visitatori e molti emigrati che tornano al paese per la festa patronale. I festeggiamenti saranno accompagnati dalle tradizionali luminarie, dalla banda musicale e dai giochi pirotecnici, tutti elementi che arricchiscono l'atmosfera della festa.
La celebrazione di San Sebastiano rappresenta per Salvitelle molto di più di un evento religioso: è il momento in cui una comunità si riunisce e rinnova il legame con le proprie origini. La corsa a piedi nudi, la lotta, la devozione al Santo e le festività popolari formano un patrimonio che continua a essere tramandato alle nuove generazioni e che rende Salvitelle un custode di tradizioni di grande valore storico e culturale.
Salvitelle, storica gara a piedi nudi tra le tradizioni della celebrazione di San Sebastiano Martire
Tradizione, religione, identità e intrattenimento. Salvitelle è pronta a dare inizio ai festeggiamenti in onore di San Sebastiano Martire, il santo patrono del luogo, con un programma che rinfresca alcune delle usanze più significative della comunità e si concluderà con un grande concerto di Alessio. A preparare il terreno per le due giornate principali della celebrazione ci sono vari eventi, tra cui il concerto dal vivo di Michele Taurino, in programma per domani giovedì 27 agosto alle 22 presso il Campo Sportivo San Giorgio, ad ingresso gratuito. Tre eventi, in particolare, dominano la manifestazione: la tradizionale gara a piedi scalzi da Serra San Giacomo, il torneo di lotta greco-romana, entrambi fissati per domenica 30 agosto, e il concerto musicale di Alessio, lunedì 31 agosto alle 22 in Piazza San Sebastiano."La celebrazione di San Sebastiano è uno dei momenti in cui Salvitelle mostra al meglio la propria identità. La corsa a piedi nudi e la lotta sono tradizioni che attraversano le generazioni, raccontando il forte legame della nostra comunità con la fede, la storia e il territorio. Accanto a questi rituali antichi, includiamo momenti di intrattenimento e condivisione, come il concerto di Alessio, per accogliere chi tornerà a Salvitelle e molti visitatori desiderosi di conoscere il nostro paese. È una celebrazione che protegge il passato, ma, soprattutto grazie ai giovani, continua a vivere nel presente," afferma il sindaco Maria Antonietta Scelza.
Domenica 30 agosto, a partire dalle 18, si svolgerà nuovamente uno dei riti più affascinanti e tipici di Salvitelle. La corsa avrà inizio dalla cima della Serra San Giacomo e porterà i partecipanti alla chiesa del paese, passando per un sentiero difficile, tra sassi, rovi, arbusti e vegetazione, da affrontare rigorosamente a piedi nudi. Non si tratta solo di una competizione sportiva, ma di una prova in cui si fondono sacrifici personali, devozione e senso di comunità.
Secondo quanto riportato nel libro Itinerario storico dal ’700 a oggi, a cura di Pietro Zirpoli, si narra che questa tradizione risale al 1791, nel contesto della presenza delle truppe francesi sulla montagna. La memoria popolare racconta di una gara con i pastori del luogo, i quali erano in grado di muoversi rapidamente e scalzi su un terreno difficile, a differenza dei soldati che indossavano scarponi pesanti. Col tempo, questo ricordo è diventato profondamente intrecciato con la devozione verso San Sebastiano. Infatti, al termine della corsa, i concorrenti giungono in chiesa per baciarsi il piede della statua del Santo. Poco dopo, immergono i piedi, spesso segnati dal percorso, in tinozze piene di vino locale: un antico rito usato per alleviare le ferite, che ha assunto anche un forte significato simbolico e rituale.
Sempre domenica 30 agosto, al termine della corsa, avrà luogo il tradizionale torneo di lotta greco-romana, un'altra manifestazione che si tramanda da generazioni. Le sue origini rimangono avvolte nella tradizione popolare. Una versione la collega alle antiche dispute tra pastori per il possesso dei terreni e dei pascoli; un'altra riporta invece alle prove atletiche del Pentathlon dell'antica Grecia. Se nella corsa l'individuo si confronta con la montagna e la propria resistenza, nella lotta emergono la forza, l'equilibrio e il confronto. Due rituali distinti che fanno parte dello stesso patrimonio culturale e popolare, continuando a raccontare il legame di Salvitelle con la propria storia. La conclusione dei festeggiamenti sarà affidata alla musica.
Lunedì 31 agosto, alle 22, in Piazza San Sebastiano, si esibirà Alessio, il nome d'arte di Gaetano Carluccio, una delle voci più rinomate della musica napoletana contemporanea. La sua carriera è iniziata nei primi anni Duemila, con un repertorio in cui la melodia partenopea si fonde con sonorità moderne. Alessio porterà a Salvitelle i brani che hanno segnato il suo cammino artistico, tra cui Ma sì vene stasera, insieme alle sue produzioni più recenti. Il concerto chiuderà due giorni in cui Salvitelle tornerà a essere un luogo di incontro per abitanti, visitatori e molti emigrati che tornano al paese per la festa patronale. I festeggiamenti saranno accompagnati dalle tradizionali luminarie, dalla banda musicale e dai giochi pirotecnici, tutti elementi che arricchiscono l'atmosfera della festa.
La celebrazione di San Sebastiano rappresenta per Salvitelle molto di più di un evento religioso: è il momento in cui una comunità si riunisce e rinnova il legame con le proprie origini. La corsa a piedi nudi, la lotta, la devozione al Santo e le festività popolari formano un patrimonio che continua a essere tramandato alle nuove generazioni e che rende Salvitelle un custode di tradizioni di grande valore storico e culturale.

