Salerno sbarca su Rai 5 con il documentario "Salerno, sospesa in eterno" trasmesso all'interno del programma "Di là dal fiume e tra gli alberi": "Una città che vive in equilibrio tra il mare e le montagne, tra radici solide e il desiderio di orizzonti lontani", racconta Giuseppe Sansonna. Lo riporta SalernoNotizie.
Il titolo, ispirato a un verso del poeta Alfonso Gatto, cattura perfettamente l’essenza di una città senza definizioni nette: un luogo sospeso tra la forza delle sue tradizioni e il richiamo della modernità, tra l’accoglienza e il distacco delle partenze.
La narrazione si costruisce attraverso le voci di artisti, professionisti e abitanti che vivono quotidianamente Salerno, come l’attore Yari Gugliucci, Flavia D’Aiello, Corrado De Rosa e altri protagonisti emblematici. Tra loro anche le “Brigate Morte”, fenomeno social che coinvolge temi legati all’intelligenza artificiale.
Tra la passione per lo sport, l’arte urbana, le cicatrici lasciate dall’alluvione del 1954 e i dubbi delle nuove generazioni, emerge un ritratto intenso della comunità salernitana. Una collettività che non smette di riflettere sul suo domani.
Quella che ne scaturisce è un’immagine di Salerno autentica e complessa, una città che riesce a preservare la propria identità pur affrontando le sfide del cambiamento. In quelle contraddizioni sembra risiedere la sua essenza più vera.
Salerno, su Rai 5 il documentario "Salerno, sospesa in eterno": "Una città che vive in equilibrio tra il mare e le montagne"
Una città che vive in equilibrio tra il mare e le montagne, tra radici solide e il desiderio di orizzonti lontani. Così Giuseppe Sansonna racconta Salerno nel documentario "Salerno, sospesa in eterno", trasmesso su Rai 5 all’interno del programma "Di là dal fiume e tra gli alberi".Il titolo, ispirato a un verso del poeta Alfonso Gatto, cattura perfettamente l’essenza di una città senza definizioni nette: un luogo sospeso tra la forza delle sue tradizioni e il richiamo della modernità, tra l’accoglienza e il distacco delle partenze.
La narrazione si costruisce attraverso le voci di artisti, professionisti e abitanti che vivono quotidianamente Salerno, come l’attore Yari Gugliucci, Flavia D’Aiello, Corrado De Rosa e altri protagonisti emblematici. Tra loro anche le “Brigate Morte”, fenomeno social che coinvolge temi legati all’intelligenza artificiale.
Tra la passione per lo sport, l’arte urbana, le cicatrici lasciate dall’alluvione del 1954 e i dubbi delle nuove generazioni, emerge un ritratto intenso della comunità salernitana. Una collettività che non smette di riflettere sul suo domani.
Quella che ne scaturisce è un’immagine di Salerno autentica e complessa, una città che riesce a preservare la propria identità pur affrontando le sfide del cambiamento. In quelle contraddizioni sembra risiedere la sua essenza più vera.

