L’ipotesi lanciata da Vincenzo De Luca per trasformare Salerno in un distretto turistico di respiro internazionale accende il dibattito tra gli operatori del settore. Al centro del confronto c’è il potenziamento dell’offerta ricettiva, con l’ex governatore che ha prospettato la realizzazione di dieci o quindici nuovi alberghi, soprattutto nella zona orientale della città. Agostino Ingenito, presidente nazionale dell’Abbac, considera il progetto un’occasione rilevante non soltanto per il capoluogo, ma per l’intero territorio metropolitano salernitano. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.
Salerno, il progetto del distretto turistico apre il confronto: «Serve un sistema dell’ospitalità integrato»
Secondo Ingenito, tuttavia, l’aumento dei posti letto non dovrebbe passare esclusivamente dalla costruzione di nuove strutture alberghiere. La strategia dovrebbe comprendere anche il comparto extralberghiero, le locazioni turistiche gestite in maniera professionale e le nuove formule di ospitalità diffusa. L’obiettivo sarebbe costruire un’offerta ampia e coordinata, capace di rispondere alle differenti esigenze di chi sceglie Salerno e la sua provincia.
Il mercato, sottolinea il presidente dell’Abbac, non è composto da un’unica tipologia di visitatore. Famiglie, giovani, lavoratori da remoto e turisti internazionali cercano soluzioni differenti, così come chi viaggia per conoscere la cultura, l’enogastronomia o i borghi.
Salerno potrebbe intercettare questi flussi attraverso una programmazione sostenibile dell’accoglienza, mettendo in relazione il capoluogo con la Costiera Amalfitana, il Cilento, i Picentini e le aree interne.
Qualità, formazione e digitalizzazione
Le esperienze maturate dall’Abbac in Italia e all’estero potrebbero contribuire, secondo Ingenito, alla definizione di un modello basato sulla qualità delle strutture, sulla formazione degli operatori, sulla digitalizzazione e sulla sostenibilità ambientale.
Un altro punto ritenuto essenziale riguarda la piena regolarità delle attività ricettive. Salerno, grazie alla presenza di collegamenti aeroportuali, ferroviari, autostradali e portuali, avrebbe le condizioni per diventare il punto di partenza di un modello italiano di ospitalità diffusa.
«Alberghi ed extralberghiero non devono essere contrapposti»
La proposta dell’Abbac non punta a mettere in competizione le diverse forme di accoglienza. L’obiettivo, chiarisce Ingenito, dovrebbe essere la creazione di un sistema unitario e qualificato. Una rete organizzata potrebbe contribuire ad aumentare il numero di notti trascorse dai visitatori sul territorio, distribuire maggiormente i benefici economici e generare nuove opportunità per gli operatori.
L’Abbac ha infine manifestato la propria disponibilità ad avviare un confronto con le istituzioni e con i protagonisti del comparto, affinché la visione annunciata possa trasformarsi in un progetto concreto.

