Sarà l’autopsia a far piena luce sulla morte del 36enne di origine indiana, Paul Neeraj, morto all’ospedale Ruggi di Salerno a causa di una grave setticemia. L’incarico per l’esame autoptico, in programma mercoledì 6 aprile, è stato affidato al medico legale Gabriele Casaburi. Si tratta di un passaggio ritenuto fondamentale per ricostruire il quadro clinico e accertare le circostanze del decesso.
Salerno, morto al Ruggi per una grave setticemia: disposta l’autopsia sul 36enne indiano
Secondo quanto emerso, il 36enne sarebbe morto a causa di una forma severa di setticemia alle gambe. L’infezione, ormai molto estesa, avrebbe raggiunto anche gli organi interni. L’uomo era arrivato al pronto soccorso dell’ospedale Ruggi di Salerno in condizioni gravissime. Sarebbe stato lasciato davanti all’ingresso del presidio ospedaliero da una persona che, subito dopo, si sarebbe allontanata. Dopo giorni di agonia, il 36enne è deceduto.
Gli inquirenti stanno lavorando per capire se la drammatica condizione dell’uomo possa essere collegata a una prolungata esposizione, senza adeguate protezioni, a sostanze chimiche tossiche e fertilizzanti utilizzati nelle serre della zona. L’esito dell’autopsia sarà quindi determinante per fare piena luce sulla tragedia e per chiarire eventuali responsabilità.
Riflettori puntati sul caporalato nelle campagne salernitane
La morte del 36enne riporta l’attenzione sul tema del caporalato nelle campagne del Salernitano. Una vicenda che, al momento, resta al centro degli accertamenti e sulla quale saranno decisivi i risultati dell’esame autoptico.

