La comunità di Salerno si riunisce nel dolore per la morte di Matteo Schiavone, l’amato sagrista della Chiesa dell’Immacolata di piazza San Francesco. Per anni è stato un custode silenzioso e un fondamento della parrocchia. Lo riporta SalernoToday.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato una grande emozione. A salutarlo con un messaggio toccante, il Padre Giacomo ha detto: “Caro Matteo, ti sei allontanato dall’affetto di chi ti voleva bene, con riservatezza, spegnendoti gradualmente. Sei stato il Sagrista della nostra chiesa. Hai avuto l’onore di occuparti delle cose sacre e l’hai fatto con rispetto e umiltà. Riconoscente per il compito che hai svolto, hai dimostrato affetto e rispetto per tutti i parroci che si sono alternati alla guida della Parrocchia dell’Immacolata e per tutti i frati Cappuccini, che quindi ti saranno eternamente grati. Che il Signore ti riservi un posto speciale accanto a Lui. Lo hai meritato. . . Addio! ”.
Le parole usate per onorarlo tracciano il ritratto di un uomo che ha percepito il proprio servizio come una missione spirituale, sempre caratterizzata da umiltà e devozione profonda. Il forte legame con i frati Cappuccini, che oggi esprimono la loro gratitudine eterna, testimonia l’affetto sincero e la stima che Matteo ha seminato nel corso della sua vita. Così, Salerno perde un elemento fondamentale della sua storia parrocchiale.
Lutto a Salerno: è morto Matteo Schiavone, l’amato sagrista della Chiesa dell’Immacolata
La comunità di Salerno si riunisce nel dolore per la morte di Matteo Schiavone, l’amato sagrista della Chiesa dell’Immacolata di piazza San Francesco. Per anni è stato un custode silenzioso e un fondamento della parrocchia. L'uomo è scomparso con la stessa discrezione che ha caratterizzato la sua esistenza, lasciando un profondo vuoto nel cuore dei fedeli, dei cittadini e di tutti coloro che hanno fatto parte della comunità dei frati Cappuccini.La notizia della sua scomparsa ha suscitato una grande emozione. A salutarlo con un messaggio toccante, il Padre Giacomo ha detto: “Caro Matteo, ti sei allontanato dall’affetto di chi ti voleva bene, con riservatezza, spegnendoti gradualmente. Sei stato il Sagrista della nostra chiesa. Hai avuto l’onore di occuparti delle cose sacre e l’hai fatto con rispetto e umiltà. Riconoscente per il compito che hai svolto, hai dimostrato affetto e rispetto per tutti i parroci che si sono alternati alla guida della Parrocchia dell’Immacolata e per tutti i frati Cappuccini, che quindi ti saranno eternamente grati. Che il Signore ti riservi un posto speciale accanto a Lui. Lo hai meritato. . . Addio! ”.
Le parole usate per onorarlo tracciano il ritratto di un uomo che ha percepito il proprio servizio come una missione spirituale, sempre caratterizzata da umiltà e devozione profonda. Il forte legame con i frati Cappuccini, che oggi esprimono la loro gratitudine eterna, testimonia l’affetto sincero e la stima che Matteo ha seminato nel corso della sua vita. Così, Salerno perde un elemento fondamentale della sua storia parrocchiale.

