Il litorale di Salerno si è trasformato in un palcoscenico di contrasti insanabili nell'ultimo weekend di caldo come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
A Mercatello, la colonnina di mercurio vicina ai trenta gradi ha spinto centinaia di cittadini a caccia di refrigerio sulla battigia, ma l'impatto con il bagnasciuga ha gelato l'entusiasmo dei presenti. Una fitta coltre di schiuma biancastra, mista a filamenti scuri e detriti galleggianti, ha spinto la stragrande maggioranza dei bagnanti a rinunciare al tanto desiderato tuffo, preferendo restare a guardare la riva con forte diffidenza dalle proprie postazioni.
I numeri del report parlano chiaro e polverizzano la psicosi da inquinamento. A fronte di limiti europei di tolleranza fissati a 200 unità per gli Enterococchi intestinali e 500 per l'Escherichia coli, le analisi coordinatate dall'agenzia regionale hanno registrato la quota irrisoria di appena 10 unità per entrambi i vettori batterici. Si tratta di dati venti e cinquanta volte inferiori alle soglie d'allarme, che catapultano Salerno nella classe di balneabilità "eccellente", migliorando persino il trend dello scorso 14 maggio, quando a Torrione gli Enterococchi avevano toccato quota 87 prima di crollare nuovamente.
A cosa si deve, allora, l'effetto respingente dell'acqua denunciato da bagnanti? Gli esperti spiegano che il fenomeno è puramente ottico e superficiale. L'improvviso picco termico di giugno, unito alla totale assenza di vento e al gioco delle correnti marine, ha letteralmente intrappolato a riva alghe e biomasse vegetali.
La naturale decomposizione di queste sostanze organiche innocue genera la sgradevole patina schiumosa, creando un corto circuito tra la salubrità chimica certificata e l'estetica sgradevole percepita da chi frequenta le spiagge cittadine.
A Mercatello, la colonnina di mercurio vicina ai trenta gradi ha spinto centinaia di cittadini a caccia di refrigerio sulla battigia, ma l'impatto con il bagnasciuga ha gelato l'entusiasmo dei presenti. Una fitta coltre di schiuma biancastra, mista a filamenti scuri e detriti galleggianti, ha spinto la stragrande maggioranza dei bagnanti a rinunciare al tanto desiderato tuffo, preferendo restare a guardare la riva con forte diffidenza dalle proprie postazioni.
Salerno, il paradosso del mare a Mercatello: bagnanti in fuga per la sporcizia
Dietro la lente d'ingrandimento della fobia visiva c'è però la smentita categorica della scienza. Il direttore del monitoraggio ambientale e i tecnici dell'Arpac hanno infatti blindato la reputazione della costa salernitana: i test di laboratorio effettuati a Torrione, Pastena (nei pressi del torrente Santa Margherita) e nella stessa Mercatello, tra Lungomare Marconi e Lungomare Colombo, restituiscono lo specchio di un mare microbiologicamente impeccabile.I numeri del report parlano chiaro e polverizzano la psicosi da inquinamento. A fronte di limiti europei di tolleranza fissati a 200 unità per gli Enterococchi intestinali e 500 per l'Escherichia coli, le analisi coordinatate dall'agenzia regionale hanno registrato la quota irrisoria di appena 10 unità per entrambi i vettori batterici. Si tratta di dati venti e cinquanta volte inferiori alle soglie d'allarme, che catapultano Salerno nella classe di balneabilità "eccellente", migliorando persino il trend dello scorso 14 maggio, quando a Torrione gli Enterococchi avevano toccato quota 87 prima di crollare nuovamente.
A cosa si deve, allora, l'effetto respingente dell'acqua denunciato da bagnanti? Gli esperti spiegano che il fenomeno è puramente ottico e superficiale. L'improvviso picco termico di giugno, unito alla totale assenza di vento e al gioco delle correnti marine, ha letteralmente intrappolato a riva alghe e biomasse vegetali.
La naturale decomposizione di queste sostanze organiche innocue genera la sgradevole patina schiumosa, creando un corto circuito tra la salubrità chimica certificata e l'estetica sgradevole percepita da chi frequenta le spiagge cittadine.

