La complessa partita legata alla riconversione industriale delle Fonderie Pisano si sposta ufficialmente nei corridoi del Comune di Salerno come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
L'amministrazione regionale ha infatti congelato l'iter burocratico, imponendo ai vertici dell'azienda metallurgica l'obbligo di sottoporre la nuova documentazione tecnica direttamente agli uffici comunali del settore Edilizia e Urbanistica per una verifica vincolante.
L'intero piano di ammodernamento strutturale è focalizzato sulla transizione tecnologica verso impianti elettrici "Trial" ad altissimo rendimento. Si tratta del piano strategico ideato dalla proprietà per allineare l'attività produttiva ai severi standard ecologici comunitari definiti dalle "Bat conclusion", tentando così di abbattere le emissioni inquinanti e garantire la ripresa delle attività nell'area salernitana. Tuttavia, l'iter per il riesame del titolo ambientale non potrà ripartire senza il preventivo via libera di conformità urbanistica da parte del Comune.
La svolta segue il recente pronunciamento del Consiglio di Stato dello scorso 14 maggio, che ha imposto alla struttura ambientale regionale di Avellino-Salerno la riapertura della conferenza dei servizi. Dal canto loro, gli industriali sostengono che le modifiche necessarie al montaggio dei nuovi macchinari rientrino pienamente nei normali lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, risultando così in linea con le attuali norme del Piano urbanistico comunale (Puc).
Il nodo centrale, che ora spetta ai tecnici comunali sciogliere, risiede proprio in una precedente pronuncia del Tar Campania del 2022: il tribunale ha blindato quel perimetro cittadino come "zona di trasformazione", vietando tassativamente qualsiasi ampliamento edilizio o ristrutturazione invasiva fino all'approvazione di uno specifico Piano attuativo. La decisione del Comune di Salerno sulla natura tecnica di questi interventi stabilirà, nei fatti, se il progetto della proprietà potrà sopravvivere o se andrà definitivamente incontro al blocco totale.
L'amministrazione regionale ha infatti congelato l'iter burocratico, imponendo ai vertici dell'azienda metallurgica l'obbligo di sottoporre la nuova documentazione tecnica direttamente agli uffici comunali del settore Edilizia e Urbanistica per una verifica vincolante.
Salerno, il futuro delle Fonderie Pisano passa da Palazzo di Città
Soltanto nel caso in cui da Palazzo di Città dovesse arrivare un formale parere positivo sulla regolarità dei lavori, gli uffici di Palazzo Santa Lucia provvederanno a rimettere attorno a un tavolo i soggetti interessati nella conferenza di servizi per valutare il rinnovo dell'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per la fabbrica di via dei Greci.L'intero piano di ammodernamento strutturale è focalizzato sulla transizione tecnologica verso impianti elettrici "Trial" ad altissimo rendimento. Si tratta del piano strategico ideato dalla proprietà per allineare l'attività produttiva ai severi standard ecologici comunitari definiti dalle "Bat conclusion", tentando così di abbattere le emissioni inquinanti e garantire la ripresa delle attività nell'area salernitana. Tuttavia, l'iter per il riesame del titolo ambientale non potrà ripartire senza il preventivo via libera di conformità urbanistica da parte del Comune.
La svolta segue il recente pronunciamento del Consiglio di Stato dello scorso 14 maggio, che ha imposto alla struttura ambientale regionale di Avellino-Salerno la riapertura della conferenza dei servizi. Dal canto loro, gli industriali sostengono che le modifiche necessarie al montaggio dei nuovi macchinari rientrino pienamente nei normali lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, risultando così in linea con le attuali norme del Piano urbanistico comunale (Puc).
Il nodo centrale, che ora spetta ai tecnici comunali sciogliere, risiede proprio in una precedente pronuncia del Tar Campania del 2022: il tribunale ha blindato quel perimetro cittadino come "zona di trasformazione", vietando tassativamente qualsiasi ampliamento edilizio o ristrutturazione invasiva fino all'approvazione di uno specifico Piano attuativo. La decisione del Comune di Salerno sulla natura tecnica di questi interventi stabilirà, nei fatti, se il progetto della proprietà potrà sopravvivere o se andrà definitivamente incontro al blocco totale.

