Il Comune di Salerno e la direzione della Casa Circondariale di Fuorni hanno siglato un protocollo d'intesa strategico che permetterà ai detenuti dell'istituto penitenziario di essere impiegati direttamente in lavori di pubblica utilità sul territorio cittadino. Il progetto prevede il coinvolgimento attivo dei reclusi in interventi di manutenzione ordinaria del verde pubblico, nella pulizia dei parchi urbani e in attività mirate al miglioramento del decoro nei quartieri, trasformando il periodo di espiazione della pena in un percorso di reinserimento e responsabilizzazione sociale.
A supportare l'efficacia del protocollo all'interno del carcere salernitano sarà la struttura del Patronato Ital Uil, i cui operatori garantiranno uno sportello fisso di ascolto e orientamento per la popolazione detenuta. Gli addetti forniranno assistenza tecnica sui diritti previdenziali, sull'accesso agli ammortizzatori sociali e sulle tutele assistenziali previste dal sistema di welfare pubblico, agevolando le pratiche burocratiche necessarie al rientro definitivo dei condannati nella vita civile attiva.
Salerno, detenuti in cella promossi giardinieri: accordo blindato Comune-carcere
L'iniziativa ha incassato il pieno sostegno dei vertici sindacali locali. La coordinatrice della Uil Salerno, Patrizia Spinelli, insieme al segretario generale della Feneal Uil Salerno, ha promosso pubblicamente il piano, definendolo un esempio virtuoso di buona amministrazione capace di coniugare la cura degli spazi comuni con il dettato costituzionale sulla funzione rieducativa della pena. Secondo la sigla di categoria degli edili, il lavoro rappresenta il principale ponte per sottrarre i soggetti svantaggiati alle dinamiche della criminalità e restituire dignità alle persone.A supportare l'efficacia del protocollo all'interno del carcere salernitano sarà la struttura del Patronato Ital Uil, i cui operatori garantiranno uno sportello fisso di ascolto e orientamento per la popolazione detenuta. Gli addetti forniranno assistenza tecnica sui diritti previdenziali, sull'accesso agli ammortizzatori sociali e sulle tutele assistenziali previste dal sistema di welfare pubblico, agevolando le pratiche burocratiche necessarie al rientro definitivo dei condannati nella vita civile attiva.

