Un uomo di 36 anni, di nazionalità indiana, sta lottando tra la vita e la morte nel reparto di Malattie infettive dell'ospedale Ruggi d'Aragona di Salerno, dove è stato abbandonato in condizioni disumane pochi giorni fa come riportato da Repubblica.
Il quadro clinico è agghiacciante: il giovane presenta una cancrena avanzata agli arti inferiori e una devastante infezione al fegato, patologie che suggeriscono una sofferenza protratta per settimane nel più totale isolamento. L'ipotesi degli inquirenti è che l'uomo possa aver contratto l'infezione lavorando in condizioni di estremo sfruttamento nei campi della Piana del Sele, per poi essere scaricato davanti al pronto soccorso quando il suo stato è diventato critico.
Il caso ha sollevato un'ondata di indignazione nel mondo sindacale e politico. Silvia Guaraldi, segretaria della Flai Cgil, ha usato parole durissime, sottolineando come una cancrena di tale portata sia il segno di un uomo "lasciato marcire nel silenzio" per mesi, lontano da sguardi indiscreti per timore di controlli. Sul fronte parlamentare, Pd e Avs hanno già annunciato interrogazioni ai ministri del Lavoro e dell'Agricoltura. Il deputato Franco Mari ha inoltre ipotizzato una visita ispettiva della Commissione d’inchiesta sullo sfruttamento lavorativo, ribadendo l'urgenza di fare luce su una vicenda che ferisce profondamente la dignità di una società civile.
Il quadro clinico è agghiacciante: il giovane presenta una cancrena avanzata agli arti inferiori e una devastante infezione al fegato, patologie che suggeriscono una sofferenza protratta per settimane nel più totale isolamento. L'ipotesi degli inquirenti è che l'uomo possa aver contratto l'infezione lavorando in condizioni di estremo sfruttamento nei campi della Piana del Sele, per poi essere scaricato davanti al pronto soccorso quando il suo stato è diventato critico.
Salerno, 36enne indiano in fin di vita al Ruggi: ipotesi caporalato
La Questura di Salerno ha avviato un’indagine serrata per ricostruire i contorni di questa vicenda che profuma di schiavitù moderna. Al momento, tuttavia, le operazioni sono rallentate dall'impossibilità di interrogare la vittima, sia per la gravità delle sue condizioni — è stato sottoposto a un delicato drenaggio addominale — sia per la mancanza di un interprete. Anche la ricerca di eventuali familiari si sta rivelando estremamente complessa, alimentando il sospetto che l'uomo vivesse in un limbo di invisibilità per coprire circuiti di lavoro nero e caporalato.Il caso ha sollevato un'ondata di indignazione nel mondo sindacale e politico. Silvia Guaraldi, segretaria della Flai Cgil, ha usato parole durissime, sottolineando come una cancrena di tale portata sia il segno di un uomo "lasciato marcire nel silenzio" per mesi, lontano da sguardi indiscreti per timore di controlli. Sul fronte parlamentare, Pd e Avs hanno già annunciato interrogazioni ai ministri del Lavoro e dell'Agricoltura. Il deputato Franco Mari ha inoltre ipotizzato una visita ispettiva della Commissione d’inchiesta sullo sfruttamento lavorativo, ribadendo l'urgenza di fare luce su una vicenda che ferisce profondamente la dignità di una società civile.

