Tracce di DNA hanno rivelato le contaminazioni ambientali che si sono accumulate sulla Sindone nel corso dei secoli. L'analisi dei campioni prelevati nel 1978, ora rianalizzati, ha mostrato la presenza di DNA di piante coltivate come carota, grano e mais, animali domestici come cani, gatti, bovini e suini, e persino del corallo rosso tipico del Mediterraneo.
Nonostante le difficoltà legate alla quantità e qualità del campione analizzato, i ricercatori sono riusciti a estrarre DNA e ottenere sequenze genomiche da sette frammenti disponibili. È stato trovato un lignaggio genetico predominante tra gli ebrei ashkenaziti, coincidente con quello di Pierluigi Baima Bollone, che ha effettuato i prelievi originari. Inoltre, la presenza di proteine della pelle indica che il campionamento non è stato eseguito in condizioni sterili.
Oltre al DNA di piante e animali, è stato identificato un microbioma ricco di microrganismi tipici della pelle umana e comunità di archei, batteri e funghi associati ad ambienti salini. Le contaminazioni intervenute durante il prelievo hanno però coperto molte delle tracce genetiche precedenti. Tuttavia, sono emersi anche altri profili di DNA umano, diffusi nell’Eurasia occidentale e nel Medio Oriente, sebbene non sia possibile datarne le origini.
Sacra Sindone, tracce di DNA rivelano le contaminazioni ambientali accumulate nel corso dei secoli
Tracce di DNA hanno rivelato le contaminazioni ambientali che si sono accumulate sulla Sindone nel corso dei secoli. L'analisi dei campioni prelevati nel 1978, ora rianalizzati, ha mostrato la presenza di DNA di piante coltivate come carota, grano e mais, animali domestici come cani, gatti, bovini e suini, e persino del corallo rosso tipico del Mediterraneo. La ricerca, pubblicata su Scientific Reports, è stata condotta da Alessandro Achilli dell'Università di Pavia e Gianni Barcaccia dell'Università di Padova, in collaborazione con l'Università di Torino.Nonostante le difficoltà legate alla quantità e qualità del campione analizzato, i ricercatori sono riusciti a estrarre DNA e ottenere sequenze genomiche da sette frammenti disponibili. È stato trovato un lignaggio genetico predominante tra gli ebrei ashkenaziti, coincidente con quello di Pierluigi Baima Bollone, che ha effettuato i prelievi originari. Inoltre, la presenza di proteine della pelle indica che il campionamento non è stato eseguito in condizioni sterili.
Oltre al DNA di piante e animali, è stato identificato un microbioma ricco di microrganismi tipici della pelle umana e comunità di archei, batteri e funghi associati ad ambienti salini. Le contaminazioni intervenute durante il prelievo hanno però coperto molte delle tracce genetiche precedenti. Tuttavia, sono emersi anche altri profili di DNA umano, diffusi nell’Eurasia occidentale e nel Medio Oriente, sebbene non sia possibile datarne le origini.

