L'oncologia entra ufficialmente in una nuova era grazie alla tecnologia dei vaccini a mRNA abbinata all'immunoterapia.
A fare il punto sui risultati storici ottenuti dalla sperimentazione di Fase 3 è Paolo Ascierto, professore ordinario all'Università degli Studi di Napoli Federico II, coordinatore dello studio per l'Italia, membro dello steering committee internazionale nonché primo scienziato ad aver somministrato il trattamento in Italia all'Istituto Tumori Pascale di Napoli.
L'Italia ha conquistato una posizione di primissimo piano a livello mondiale guidando la classifica per numero di pazienti arruolati nello studio. L'auspicio degli addetti ai lavori è che, a valle dei successivi passaggi autorizzativi presso gli enti regolatori FDA, EMA ed AIFA sui trial condotti da Moderna e Merck, il trattamento possa diventare il nuovo standard di cura, raggiungendo una platea potenziale di circa tremila persone sul solo territorio nazionale. La tecnologia a mRNA offre inoltre ampi margini di applicazione futura anche su altre forme tumorali complesse, quali quelle al polmone, al rene, alla vescica e al pancreas, ponendo la sfida nell'ottimizzazione dei tempi e dei costi della filiera produttiva.
A fare il punto sui risultati storici ottenuti dalla sperimentazione di Fase 3 è Paolo Ascierto, professore ordinario all'Università degli Studi di Napoli Federico II, coordinatore dello studio per l'Italia, membro dello steering committee internazionale nonché primo scienziato ad aver somministrato il trattamento in Italia all'Istituto Tumori Pascale di Napoli.
Rivoluzione in oncologia, l'esperto Ascierto sul vaccino mRNA al Pascale
La ricerca, che riguarda pazienti ad alto rischio d'impatto (stadi 2b, 2c, 3 e IV con lesioni integralmente rimosse) sottoposti in precedenza all'asportazione chirurgica del melanoma, ha mostrato dati straordinari sulla sopravvivenza libera da recidiva e da metastasi a distanza. Non si tratta di una misura preventiva per soggetti sani, bensì di una terapia personalizzata post-operatoria: partendo dal sequenziamento del tessuto tumorale del singolo malato, l'intelligenza artificiale individua i 34 neoantigeni più efficaci nell'attivare il sistema immunitario, sintetizzando un farmaco "su misura" capace di addestrare l'organismo a eliminare qualsiasi cellula tumorale residua.L'Italia ha conquistato una posizione di primissimo piano a livello mondiale guidando la classifica per numero di pazienti arruolati nello studio. L'auspicio degli addetti ai lavori è che, a valle dei successivi passaggi autorizzativi presso gli enti regolatori FDA, EMA ed AIFA sui trial condotti da Moderna e Merck, il trattamento possa diventare il nuovo standard di cura, raggiungendo una platea potenziale di circa tremila persone sul solo territorio nazionale. La tecnologia a mRNA offre inoltre ampi margini di applicazione futura anche su altre forme tumorali complesse, quali quelle al polmone, al rene, alla vescica e al pancreas, ponendo la sfida nell'ottimizzazione dei tempi e dei costi della filiera produttiva.

