Si chiude con un provvedimento di archiviazione l’inchiesta aperta la scorsa estate su un presunto episodio di violenza sessuale avvenuto in un albergo di Ravello. Il Gip del Tribunale di Salerno ha accolto la richiesta della Procura nei confronti di un dipendente egiziano di 42 anni, arrestato dopo la denuncia presentata da una turista americana di 15 anni.
Alla base della decisione vi è l’impossibilità di ricostruire con sufficiente precisione quanto accaduto, dopo che la minorenne non ha partecipato all’incidente probatorio disposto per raccogliere la sua testimonianza. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.
Ravello, archiviata l’indagine sul presunto abuso ai danni di una turista di 15 anni
La ragazza, residente in Texas, si trovava in vacanza con la famiglia nella struttura ricettiva di Ravello in cui lavorava il quarantaduenne, assistito dall’avvocato Giuseppe Della Monica. Secondo il racconto fornito dalla minore, l’uomo l’avrebbe raggiunta in bagno approfittando della momentanea assenza dei genitori. L’avrebbe quindi trascinata fuori dopo averle coperto la bocca, conducendola nella propria stanza, dove si sarebbe consumato il presunto abuso.
La quindicenne aveva poi contattato telefonicamente il padre per riferire l’accaduto. Sempre secondo la sua versione, il dipendente dell’albergo l’avrebbe anche minacciata affinché non raccontasse quanto successo. La denuncia fece scattare l’intervento dei Carabinieri di Amalfi, che arrestarono il 42enne all’interno della struttura.
Le versioni contrapposte
Durante l’interrogatorio di garanzia, l’indagato respinse le accuse e fornì una ricostruzione completamente diversa. L’uomo sostenne che tra lui e la ragazza vi fosse stato un rapporto consenziente, preceduto da un avvicinamento verbale avvenuto alcune ore prima. Si trattava della versione difensiva dell’indagato, contrapposta a quella contenuta nella denuncia della minorenne.
La richiesta di ascoltare la ragazza
Prima di definire l’inchiesta, la Procura di Salerno chiese di procedere con un incidente probatorio, successivamente autorizzato dal Gip, per raccogliere la testimonianza della quindicenne in una forma utilizzabile anche nell’eventuale processo. La ragazza, tuttavia, non si presentò all’udienza fissata alla fine dello scorso anno. La famiglia comunicò la propria contrarietà all’audizione, spiegando di voler tutelare l’equilibrio psicologico della minore. L’ascolto venne quindi revocato, mentre nei confronti del quarantaduenne fu successivamente applicata una misura meno restrittiva rispetto a quella iniziale.
Procura e Gip: non c’erano elementi sufficienti per il processo
La mancata testimonianza della ragazza non ha consentito agli inquirenti di approfondire i punti rimasti controversi e di ricostruire in maniera completa la sequenza degli eventi. Secondo la valutazione della Procura e del Gip, gli elementi disponibili non permettevano di formulare una ragionevole previsione di condanna nel caso in cui il procedimento fosse arrivato a processo.
La Procura ha quindi chiesto l’archiviazione dell’inchiesta, successivamente accolta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno. Il provvedimento conclude il procedimento nei confronti del 42enne.

