Il sindaco di Sapri chiede alla Regione Campania di revocare la chiusura del punto nascita presso l'ospedale Immacolata. Lo riporta Il Giornale del Cilento.
Per anni, diverse regioni italiane hanno dovuto adottare Piani di Rientro per sanare i deficit nella sanità pubblica, con conseguenti tagli e razionalizzazioni che hanno portato alla chiusura di strutture, tra cui punti nascita non conformi a certi criteri. Con l’uscita dal Piano di Rientro, la Regione Campania dispone oggi di maggiore autonomia nella gestione delle risorse sanitarie, offrendo una finestra di opportunità per riconsiderare decisioni passate.
Rafforzare la struttura ospedaliera costituirebbe un passo strategico per rispondere ai bisogni sanitari della popolazione locale, considerando le difficoltà geografiche e i lunghi tempi necessari a raggiungere altre strutture ospedaliere. La chiusura del Punto Nascita aggraverebbe tali problematiche, obbligando le famiglie a spostarsi verso altri centri per un evento cruciale come il parto, con potenziali ripercussioni sulla sicurezza delle madri e dei neonati.
L’impegno del sindaco Gentile e l’interesse dimostrato dalla Commissione Sanità regionale evidenziano l’importanza di trovare un equilibrio tra le esigenze finanziarie e il dovere morale e costituzionale di assicurare servizi essenziali ai cittadini. Un passo cruciale per preservare il benessere e la sicurezza delle comunità locali.
Punto nascita all'ospedale di Sapri: il sindaco chiede alla Regione Campania di revocare la chiusura
Si è tenuto nel pomeriggio di ieri martedì 12 maggio un incontro cruciale presso la V Commissione Permanente – Sanità e Sicurezza Sociale della Regione Campania, per discutere la problematica legata alla chiusura programmata del Punto Nascita dell’ospedale “Immacolata” di Sapri. L’iniziativa, che da tempo tiene in apprensione i residenti del Golfo di Policastro e del Basso Cilento, ha visto il sindaco di Sapri, Antonio Gentile, avanzare ufficialmente una richiesta per annullare la delibera della Giunta regionale che sanciva la soppressione del servizio.Revoca della chiusura e nuove opportunità con l’uscita dal Piano di Rientro
L’incontro è stato organizzato grazie alla determinazione del sindaco Gentile ed è stato accolto con favore dalla presidente della V Commissione, Loredana Raia, insieme ai suoi membri. Nel suo intervento, Gentile ha esortato la Commissione a rivalutare il provvedimento regionale e a revocarlo, sottolineando come il recente superamento del Piano di Rientro rappresenti un’occasione per rivedere decisioni prese in condizioni economiche limite.Per anni, diverse regioni italiane hanno dovuto adottare Piani di Rientro per sanare i deficit nella sanità pubblica, con conseguenti tagli e razionalizzazioni che hanno portato alla chiusura di strutture, tra cui punti nascita non conformi a certi criteri. Con l’uscita dal Piano di Rientro, la Regione Campania dispone oggi di maggiore autonomia nella gestione delle risorse sanitarie, offrendo una finestra di opportunità per riconsiderare decisioni passate.
Necessità di investire nell’ospedale “Immacolata”
Nel corso della seduta, il sindaco ha anche puntato i riflettori sull’urgenza di investimenti mirati per migliorare le infrastrutture e le dotazioni dell’ospedale “Immacolata” di Sapri. Secondo Gentile, non si tratta solo di mantenere operativo il Punto Nascita, ma di garantire che l’intero presidio ospedaliero sia all’altezza delle sfide di un territorio vasto e complesso come quello del Golfo di Policastro e del Basso Cilento.Rafforzare la struttura ospedaliera costituirebbe un passo strategico per rispondere ai bisogni sanitari della popolazione locale, considerando le difficoltà geografiche e i lunghi tempi necessari a raggiungere altre strutture ospedaliere. La chiusura del Punto Nascita aggraverebbe tali problematiche, obbligando le famiglie a spostarsi verso altri centri per un evento cruciale come il parto, con potenziali ripercussioni sulla sicurezza delle madri e dei neonati.
Impatto sulle comunità locali
Il futuro del Punto Nascita è al centro delle preoccupazioni della popolazione. La sua chiusura non solo priverebbe i cittadini di un servizio fondamentale, ma rappresenterebbe anche una significativa perdita in termini di offerta sanitaria territoriale. Il rafforzamento dell’ospedale “Immacolata” è percepito come un imperativo per garantire il diritto alla salute e sostenere lo sviluppo socio-economico dell’area.L’impegno del sindaco Gentile e l’interesse dimostrato dalla Commissione Sanità regionale evidenziano l’importanza di trovare un equilibrio tra le esigenze finanziarie e il dovere morale e costituzionale di assicurare servizi essenziali ai cittadini. Un passo cruciale per preservare il benessere e la sicurezza delle comunità locali.

