Riferimenti territoriali apparentemente estranei a Santa Marina compaiono in alcuni elaborati della Valutazione Ambientale Strategica allegata al nuovo PUC del Comune di Castellabate. A segnalarlo è l’iniziativa civica “Prima i numeri”, che il 3 agosto ha protocollato quattro osservazioni tecniche chiedendo, prima delle decisioni definitive, una verifica degli atti e un confronto pubblico con Amministrazione commissariale, uffici e progettisti.
PUC di Santa Marina di Castellabate, nella VAS spuntano Aquara, Felitto e il Calore: chieste verifiche
La quarta osservazione presentata dall’iniziativa civica concentra l’attenzione sul Rapporto ambientale e sulla Sintesi non tecnica della VAS. Secondo quanto riportato nel comunicato, nel documento R.06, a pagina 10 del PDF, compare il riferimento al “territorio comunale di Aquara” nella parte dedicata alla pianificazione sovraordinata.
Nell’elaborato R.06.all.2, a pagina 5, l’inquadramento della Sintesi non tecnica si aprirebbe invece con le parole “Il Comune di Felitto”.
Un terzo elemento viene individuato nel Rapporto ambientale, a pagina 61, e nella Sintesi non tecnica, a pagina 47, dove una matrice attribuirebbe un giudizio positivo alla “Riserva fluviale del Calore”. Le Norme tecniche di attuazione del PUC, all’articolo 74, fanno invece riferimento alla Riserva del Fiume Bussento.
“Prima i numeri” precisa di non sostenere né che l’intera documentazione sia stata copiata né che la presenza di questi riferimenti determini automaticamente la nullità del Piano. La questione posta dall’osservazione è differente: verificare se si tratti esclusivamente di errori redazionali oppure se i riferimenti abbiano avuto conseguenze sulle fonti utilizzate, sulle cartografie, sugli indicatori o sulle valutazioni ambientali.
«Non basta sostituire la parola Calore con Bussento. Occorre verificare se siano corretti anche il perimetro, i dati, gli indicatori e il giudizio positivo collegato. Se la verifica conferma che si tratta soltanto di refusi, va documentato; se cambia la valutazione, vanno aggiornati gli atti», sostiene l’iniziativa.
Chiesto un confronto pubblico prima delle decisioni
Tra le richieste principali figura la convocazione di un incontro pubblico di carattere tecnico-amministrativo prima delle determinazioni finali sul Piano. Al tavolo, secondo la proposta, dovrebbero partecipare Amministrazione commissariale, uffici, progettisti del PUC e della VAS e autori delle osservazioni.
L’iniziativa chiede inoltre che documenti e quesiti siano resi disponibili prima dell’incontro e che le risposte fornite, insieme agli eventuali punti rimasti aperti, vengano riportate in un verbale pubblico.
Per “Prima i numeri”, un Piano destinato a incidere per anni sull’assetto del territorio non dovrebbe arrivare alla fase conclusiva senza aver prima chiarito le questioni documentate relative a dati, VAS e capacità dei servizi.
Dubbi anche su indicatori e monitoraggio
Le osservazioni non si fermano ai riferimenti territoriali. Secondo il comunicato, nelle matrici ambientali alcuni indicatori scelti dal Rapporto risultano indicati come N.C. oppure non quantificati. Tra questi figurano superfici edificate in aree a rischio frana, aree boschive, versanti instabili, fasce fluviali, aree agricolo-forestali e zone sottoposte a tutela.
L’iniziativa chiede che questi dati vengano quantificati quando possibile e pertinente oppure che siano spiegati i limiti conoscitivi e il metodo qualitativo utilizzato per formulare i giudizi ambientali.
Alternative al consumo di nuovo suolo
Tra le richieste compare anche un confronto esplicito tra differenti scenari: alternativa zero, recupero e riuso dell’esistente, riduzione delle quantità previste e ipotesi con minore consumo di suolo. Viene inoltre sollecitato un programma di monitoraggio che definisca valori iniziali, responsabilità, frequenza delle verifiche, soglie di attenzione e possibili azioni correttive.
Quattro osservazioni sul nuovo PUC
Le altre tre osservazioni protocollate riguardano il dimensionamento residenziale privato, l’edilizia residenziale pubblica e le previsioni turistico-ricettive. Secondo i dati richiamati dall’iniziativa, il PUC prevede 54 nuovi alloggi privati distribuiti in 12 ambiti, 36 alloggi ERP in 4 ambiti e 21 ambiti turistici.
“Prima i numeri” precisa di non chiedere il blocco di case, edilizia sociale o attività turistiche. La richiesta è invece quella di rendere verificabili, prima di trasformazioni considerate irreversibili, il fabbisogno reale, il patrimonio già esistente, la capacità delle reti e gli effetti cumulativi delle nuove previsioni.
Le richieste
L’iniziativa civica chiede infine di correggere e coordinare i riferimenti territorialmente incompatibili, verificando tutti i dati e i giudizi collegati; chiarire se ciascuna correzione lasci invariata la valutazione oppure richieda un riesame; integrare indicatori, alternative e programma di monitoraggio; pubblicare gli atti istruttori ritenuti decisivi e fornire risposte analitiche alle quattro osservazioni.
Viene inoltre richiesta la convocazione del confronto pubblico prima delle decisioni finali e, qualora le integrazioni dovessero modificare in modo sostanziale il Piano o la VAS, l’applicazione delle conseguenti procedure di pubblicità, consultazione e partecipazione.
La sintesi dell’iniziativa resta racchiusa nello slogan scelto per accompagnare le osservazioni: «Contare ciò che esiste, capire ciò che serve, verificare ciò che il territorio può sostenere. Soltanto dopo decidere quanto costruire».

