Nuova udienza davanti al Tribunale di Lagonegro nel processo che vede imputati l’ex sindaco di Santa Marina Giovanni Fortunato e altre sei persone. Cinque i testimoni ascoltati dal giudice Edivige Centore nell’ambito del procedimento per le accuse, contestate a vario titolo, di corruzione, concussione e lottizzazione abusiva. Tra le deposizioni anche quella di don Antonino Savino, parroco del paese all’epoca dei fatti, che ha confermato quanto già riferito durante le indagini preliminari.
Processo all’ex sindaco Giovanni Fortunato, il parroco in aula: «A Santa Marina era il deus ex machina»
Come riporta l'edizione odierna de Il Mattino il sacerdote, arrivato in Tribunale insieme a don Marcello Cozzi, ha descritto Giovanni Fortunato come la figura centrale della vita amministrativa di Santa Marina. «Non si muove foglia che Giovanni non voglia. A Santa Marina Fortunato era il deus ex machina», ha dichiarato in aula.
Secondo il racconto di don Antonino Savino, nel paese si sarebbe respirato un clima di timore: chi non era vicino all’ex sindaco avrebbe potuto subire ritorsioni, mentre chi lo sosteneva avrebbe ricevuto un trattamento differente.
Nel corso dell’istruttoria dibattimentale è stato affrontato anche il tema delle presunte ingerenze dell’ex primo cittadino sull’ufficio tecnico comunale, in particolare nella gestione delle pratiche riguardanti l’edilizia privata.
Le testimonianze
Tra i testimoni ascoltati figura Demetrio Garozzo, titolare della De.Ga.Gel, società attiva nel settore dei prodotti surgelati e dei gelati. Durante una deposizione durata circa tre ore, l’imprenditore ha parlato delle presunte interferenze di Fortunato nella gestione di pratiche e autorizzazioni comunali.
Garozzo si è soffermato anche sulla vicenda di uno stabilimento balneare che aveva deciso di rilevare in società. Secondo il suo racconto, la pratica sarebbe stata seguita dal figlio dell’ex sindaco, mentre il Comune non avrebbe concesso il permesso perché Fortunato avrebbe preteso una quota da 50mila euro. Si tratta di dichiarazioni rese in aula che dovranno essere valutate dal Tribunale nel corso del processo.
È stato ascoltato anche Francesco De Biase, che ha riferito di una presunta richiesta da 7mila euro avanzata dall’ex sindaco. La somma, secondo la testimonianza, sarebbe stata chiesta per la sistemazione di un muro di contenimento crollato nel terreno di De Biase dopo lo smottamento di una strada comunale.
Nicola Tortora interviene e annuncia una denuncia
Durante l’udienza ha chiesto di intervenire anche l’imprenditore immobiliare Nicola Tortora, imputato nel procedimento in relazione a una presunta tangente. Tortora ha comunicato di aver denunciato per falsa testimonianza l’ingegnere Capozzoli, ascoltato nella precedente udienza. Il tecnico aveva dichiarato di aver ricevuto una confidenza relativa al pagamento di una somma di denaro.
L’imprenditore ha sostenuto di non conoscere Capozzoli e di non averlo mai incontrato, chiedendo di depositare la denuncia agli atti del processo. La sua ricostruzione è stata appoggiata anche dall’altro imputato Antonio La Montagna.
Il Tribunale si riserva sulla documentazione
Il pubblico ministero Vittorio La Sala e l’avvocato Franco Maldonato, legale delle parti civili, si sono opposti all’acquisizione della querela. Secondo Maldonato, la denuncia potrà produrre effetti soltanto dopo la sentenza e non durante la fase in cui il Tribunale sta ancora ricostruendo i fatti. Il legale ha definito la richiesta un tentativo di introdurre nel procedimento documenti che, a suo giudizio, non sarebbero utilizzabili. Al giudice è stato chiesto di acquisire sia la denuncia contro Capozzoli sia alcuni documenti contenuti in una pendrive. Il Tribunale si è riservato di decidere.
La prossima udienza è stata fissata per l’8 settembre. Giovanni Fortunato continua a soggiornare ad Acquafredda di Maratea ed è ancora sottoposto al divieto di dimora nella provincia di Salerno.

