Una vasta operazione della magistratura ha travolto il Comune di Positano, dove i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Salerno hanno setacciato gli uffici municipali alla ricerca di prove su un presunto giro di commesse pubbliche pilotate come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Le accuse di concorso in corruzione colpiscono i vertici della passata gestione amministrativa della perla della Costiera: l'ex sindaco Giuseppe Guida, l'ex vicesindaco Michele De Lucia e l'ex assessore Raffaele Guarracino. Secondo gli inquirenti, i tre esponenti politici avrebbero asservito i propri ruoli istituzionali agli interessi di un gruppo compatto di imprenditori del territorio. Nel registro degli indagati sono iscritti i nomi di Antonino Palumbo, Ivan Palumbo, Mario Mastro, Angelo Avitabile, Manuela Porrazzo, Massimo Milano, Raffaele Di Leva e Giuseppe Aversa, tutti legati da una fitta rete di rapporti societari e professionali.
Le indagini, nate da una denuncia presentata nell'estate del 2025 dall'allora minoranza consiliare, si concentrano su un volume d'affari superiore ai quattro milioni di euro confluito nelle casse di nove imprese private. Al centro della bufera è finito anche lo studio professionale associato "Guida & Vitolo", riconducibile all'ex primo cittadino; la struttura, stando ai riscontri provvisori, ospitava la sede legale di alcune delle ditte coinvolte nell'inchiesta, elemento che per la Procura testimonierebbe una regia unica. I magistrati hanno già affidato a un perito tecnico l'incarico di analizzare la copia forense dei telefoni e dei computer sequestrati ai sospettati, difesi dai legali Michele Sarno, Roberto Lanzi, Carla Lauretano, Lucio Mariosa e Antonio Fasolino.
Positano, terremoto appalti in Comune: blitz dei carabinieri
L'ipotesi investigativa della Procura di Salerno delinea un collaudato sistema illecito in base al quale gli affidamenti del Comune venivano sistematicamente indirizzati verso un unico cartello economico locale, violando i vincoli di rotazione aziendale previsti dalla legge in cambio di un massiccio sostegno elettorale.Le accuse di concorso in corruzione colpiscono i vertici della passata gestione amministrativa della perla della Costiera: l'ex sindaco Giuseppe Guida, l'ex vicesindaco Michele De Lucia e l'ex assessore Raffaele Guarracino. Secondo gli inquirenti, i tre esponenti politici avrebbero asservito i propri ruoli istituzionali agli interessi di un gruppo compatto di imprenditori del territorio. Nel registro degli indagati sono iscritti i nomi di Antonino Palumbo, Ivan Palumbo, Mario Mastro, Angelo Avitabile, Manuela Porrazzo, Massimo Milano, Raffaele Di Leva e Giuseppe Aversa, tutti legati da una fitta rete di rapporti societari e professionali.
Le indagini, nate da una denuncia presentata nell'estate del 2025 dall'allora minoranza consiliare, si concentrano su un volume d'affari superiore ai quattro milioni di euro confluito nelle casse di nove imprese private. Al centro della bufera è finito anche lo studio professionale associato "Guida & Vitolo", riconducibile all'ex primo cittadino; la struttura, stando ai riscontri provvisori, ospitava la sede legale di alcune delle ditte coinvolte nell'inchiesta, elemento che per la Procura testimonierebbe una regia unica. I magistrati hanno già affidato a un perito tecnico l'incarico di analizzare la copia forense dei telefoni e dei computer sequestrati ai sospettati, difesi dai legali Michele Sarno, Roberto Lanzi, Carla Lauretano, Lucio Mariosa e Antonio Fasolino.

