Si è riaperto il dibattito sulla quota di ingresso richiesta ai visitatori per l'accesso al Monte Gelbison come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
A sollecitare una revisione delle tariffe nel comune di Vallo della Lucania è il capogruppo di maggioranza Antonio Bruno, il quale ha chiesto al sindaco Antonio Sansone di avviare un confronto formale per garantire ai cittadini vallesi l'esenzione dal pagamento del balzello, attualmente riservata ai soli residenti di Novi Velia. Bruno sottolinea come la vetta rappresenti un patrimonio ambientale, storico e spirituale condiviso, ricordando inoltre che una porzione della montagna ricade proprio nell'agro di Vallo.
De Vita ha precisato che la competenza amministrativa dell'area spetta a Novi Velia e che i ricavi della tariffa servono a coprire solo parzialmente i costi di manutenzione, pulizia e sicurezza necessari per gestire gli oltre 80mila pellegrini che affollano il santuario.
La controversia esplode proprio alla vigilia della storica peregrinatio promossa dal vescovo Vincenzo Calvosa, che vedrà la statua della Madonna del Sacro Monte attraversare le comunità della Diocesi a quasi un secolo di distanza dall'ultimo evento del 1949.
A sollecitare una revisione delle tariffe nel comune di Vallo della Lucania è il capogruppo di maggioranza Antonio Bruno, il quale ha chiesto al sindaco Antonio Sansone di avviare un confronto formale per garantire ai cittadini vallesi l'esenzione dal pagamento del balzello, attualmente riservata ai soli residenti di Novi Velia. Bruno sottolinea come la vetta rappresenti un patrimonio ambientale, storico e spirituale condiviso, ricordando inoltre che una porzione della montagna ricade proprio nell'agro di Vallo.
Polemica sul ticket per il Monte Gelbison
Sulla questione è intervenuto il primo cittadino di Novi Velia, Adriano De Vita, ripercorrendo la genesi dell'accordo istituzionale sottoscritto nel 2011 alla presenza dell'Ente Parco, guidato all'epoca da Amilcare Troiano, della Diocesi, della Provincia di Salerno e dei sindaci del territorio, tra cui Emilio Romaniello per Vallo e Toribio Tancredi per Cannalonga.De Vita ha precisato che la competenza amministrativa dell'area spetta a Novi Velia e che i ricavi della tariffa servono a coprire solo parzialmente i costi di manutenzione, pulizia e sicurezza necessari per gestire gli oltre 80mila pellegrini che affollano il santuario.
La controversia esplode proprio alla vigilia della storica peregrinatio promossa dal vescovo Vincenzo Calvosa, che vedrà la statua della Madonna del Sacro Monte attraversare le comunità della Diocesi a quasi un secolo di distanza dall'ultimo evento del 1949.

