L’annuncio dei nuovi collegamenti aerei in partenza da maggio dall’aeroporto di Salerno accende il confronto politico tra Regione e Governo. Al centro della polemica le dichiarazioni dei sottosegretari al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Antonio Iannone e Tullio Ferrante, accusati dal consigliere regionale Luca Cascone di essersi attribuiti meriti non propri rispetto ai risultati raggiunti sullo scalo salernitano.
Nel mirino finisce anche il tema del presunto rifinanziamento della stazione della metropolitana in zona industriale. Cascone chiarisce che l’intervento era già stato coperto attraverso le risorse del PNRR su richiesta della Regione Campania. Il successivo spostamento dei fondi su una diversa linea di finanziamento, richiesto da RFI per ragioni legate alle tempistiche di realizzazione, non costituirebbe dunque un nuovo stanziamento, bensì una rimodulazione tecnica delle risorse.
Il consigliere regionale rivendica inoltre la pianificazione infrastrutturale che ha accompagnato il rilancio dell’aeroporto negli ultimi anni: la definizione della stazione a servizio dello scalo, l’integrazione con la viabilità dell’area industriale, il potenziamento degli accessi e l’adeguamento dell’uscita Aversana. Interventi che, secondo la ricostruzione fornita, rientrano in una strategia più ampia di connessione tra aeroporto, rete ferroviaria e arterie stradali provinciali.
Cascone richiama il progetto della rete aeroportuale Napoli-Salerno, avviato nel 2018 e sostenuto dalla Giunta guidata da Vincenzo De Luca. Il piano avrebbe comportato uno stanziamento regionale superiore ai 90 milioni di euro, cui si aggiungono 40 milioni destinati dal Mit al prolungamento della pista, oltre al complesso iter autorizzativo necessario per il Masterplan.
Tra le opere previste figurano la grande viabilità di accesso, il prolungamento della metropolitana fino alla fermata aeroportuale e l’estensione dell’Aversana oltre il fiume Sele, interventi considerati strategici per rendere competitivo lo scalo nel medio periodo.
Nuovi voli da Salerno, scoppia lo scontro politico
Cascone contesta quello che definisce un tentativo di intestarsi un percorso avviato da tempo. Secondo il consigliere, il potenziamento delle rotte sarebbe il frutto di un lavoro programmato negli anni, legato allo sviluppo complessivo dell’infrastruttura e non a iniziative recenti o a singoli tavoli istituzionali. Da qui l’accusa di una comunicazione “autocelebrativa”, che – a suo dire – non terrebbe conto dell’iter tecnico e amministrativo già consolidato.Nel mirino finisce anche il tema del presunto rifinanziamento della stazione della metropolitana in zona industriale. Cascone chiarisce che l’intervento era già stato coperto attraverso le risorse del PNRR su richiesta della Regione Campania. Il successivo spostamento dei fondi su una diversa linea di finanziamento, richiesto da RFI per ragioni legate alle tempistiche di realizzazione, non costituirebbe dunque un nuovo stanziamento, bensì una rimodulazione tecnica delle risorse.
Il consigliere regionale rivendica inoltre la pianificazione infrastrutturale che ha accompagnato il rilancio dell’aeroporto negli ultimi anni: la definizione della stazione a servizio dello scalo, l’integrazione con la viabilità dell’area industriale, il potenziamento degli accessi e l’adeguamento dell’uscita Aversana. Interventi che, secondo la ricostruzione fornita, rientrano in una strategia più ampia di connessione tra aeroporto, rete ferroviaria e arterie stradali provinciali.
Cascone richiama il progetto della rete aeroportuale Napoli-Salerno, avviato nel 2018 e sostenuto dalla Giunta guidata da Vincenzo De Luca. Il piano avrebbe comportato uno stanziamento regionale superiore ai 90 milioni di euro, cui si aggiungono 40 milioni destinati dal Mit al prolungamento della pista, oltre al complesso iter autorizzativo necessario per il Masterplan.
Tra le opere previste figurano la grande viabilità di accesso, il prolungamento della metropolitana fino alla fermata aeroportuale e l’estensione dell’Aversana oltre il fiume Sele, interventi considerati strategici per rendere competitivo lo scalo nel medio periodo.

