“Non sappiamo più come spiegarlo ai nostri figli: il bus è passato, era pieno, e sono tornati a casa”. È il grido amaro di alcune famiglie di Nocera Superiore, alle prese con i disagi provocati dall’interruzione della linea ferroviaria Napoli-Salerno e dall’attivazione dei bus sostitutivi, che non riescono ad assorbire il numero di studenti diretti a scuola.
I ragazzi non sono riusciti ad andare a scuola
Questa mattina diversi studenti non sono potuti salire sui mezzi sostitutivi. I bus predisposti per la chiusura della tratta ferroviaria, prevista dal 10 maggio fino alla fine di giugno 2026, sarebbero arrivati già pieni prima ancora di raggiungere Nocera Superiore.
Due mezzi sono transitati senza poter far salire altri passeggeri. Anche il conducente della linea 4, ultima possibilità per molti ragazzi, avrebbe dovuto fare lo stesso gesto: una mano alzata, un cenno educato, ma definitivo. Nessun posto disponibile.
E così gli studenti sono tornati a casa. Qualcuno aveva una verifica, altri un’interrogazione, altri ancora semplicemente una normale giornata di scuola. Una normalità che, per molti, è saltata.
Una fermata difficile, in un territorio dimenticato
La situazione è resa ancora più complessa dalla conformazione urbana di alcune zone di Nocera Superiore. Strade strette, sensi unici, spazi ridotti e fermate non adeguate rendono complicata la gestione dei bus sostitutivi nei pressi della stazione.
Gli studenti vengono indirizzati sulla Nazionale, dove attendono in piedi, senza una pensilina, senza riparo e vicino al traffico. Una condizione che espone ragazzi e ragazze a disagi e rischi evidenti.
È lì che questa mattina molti di loro hanno aspettato un bus che avrebbe dovuto portarli a scuola. In mezzo alla confusione, alle spinte involontarie, alla corsa silenziosa di chi prova a salire per primo. Chi resta indietro, perché più piccolo, più timido o semplicemente meno rapido, guarda il mezzo ripartire e torna a casa.
Le settimane più delicate dell’anno scolastico
Il problema arriva nel momento peggiore. L’interruzione ferroviaria interesserà le ultime settimane di scuola, decisive per verifiche, interrogazioni, recuperi e valutazioni finali.
Le famiglie temono conseguenze concrete: assenze che si accumulano, studenti impossibilitati a raggiungere gli istituti, genitori costretti a riorganizzare lavoro e giornate, ragazzi già vicini al limite delle assenze che rischiano ulteriori problemi.
Chi ha un genitore disponibile può forse essere accompagnato in auto. Chi non ha questa possibilità, invece, resta tagliato fuori. E, come spesso accade, a pagare il prezzo più alto rischiano di essere le famiglie con meno mezzi e meno alternative.
“Non chiediamo l’impossibile”
I genitori non chiedono soluzioni straordinarie. Chiedono soltanto che venga garantito il diritto allo studio.
Prima c’era un treno che, pur con i suoi limiti, permetteva ai ragazzi di raggiungere la scuola ogni mattina. Ora, con la linea interrotta, servono bus sufficienti, organizzati in modo da non lasciare nessuno a piedi.
“Non siamo ingegneri e non conosciamo i dettagli tecnici della manutenzione straordinaria in corso sulla linea EAV”, scrivono i genitori. “Ma sappiamo fare i conti: mancavano pochi giorni alla fine della scuola. Quindici giorni di attesa avrebbero cambiato tutto per centinaia di famiglie”.
Forse i lavori non potevano essere rinviati. Forse c’erano ragioni tecniche urgenti e inderogabili. Ma ciò che pesa di più, secondo le famiglie, è la mancanza di una comunicazione chiara e di un’organizzazione capace di evitare il caos già dal primo giorno.
L’appello a EAV, Regione, Comune e scuole
Restano ancora diversi giorni effettivi di lezione. Mattine in cui gli studenti si sveglieranno presto, prepareranno lo zaino e si chiederanno se riusciranno davvero ad arrivare a scuola.
Le famiglie chiedono a EAV, Regione Campania, Comune e istituzioni scolastiche di intervenire rapidamente, potenziando i collegamenti e rendendo il servizio più ordinato, sicuro e accessibile.
Non è una protesta ideologica, ma una richiesta semplice: permettere ai ragazzi di andare a scuola anche a maggio, anche durante i lavori, anche da Nocera Superiore.

