Si chiude con una condanna a 3 anni e 8 mesi di reclusione il processo a carico di un giovane di Nocera Inferiore, ritenuto responsabile di un violento e prolungato calvario domestico. Il Gup ha emesso il verdetto al termine del rito abbreviato, accertando come il trentenne avesse trasformato la casa familiare in un inferno di vessazioni tra il febbraio e il novembre dello scorso anno come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
La situazione era diventata talmente insostenibile da richiedere il costante intervento delle forze dell'ordine, che in un'occasione dovettero scortare i coniugi fin dentro l'appartamento per proteggerli. Per il trentenne si tratta della seconda condanna in tempi brevi: appena un mese fa era stato giudicato colpevole di maltrattamenti anche nei confronti della sua ex compagna, perseguitata per quasi un decennio. Ora, dopo il divieto di avvicinamento e il braccialetto elettronico, è arrivata la scure della giustizia per aver calpestato ogni legame familiare in nome della dipendenza.
Nocera Inferiore: botte e minacce di morte ai genitori per la droga
La furia dell'uomo scattava puntualmente davanti al rifiuto dei genitori di assecondare le sue continue richieste di denaro, preteso per l'acquisto di stupefacenti. Dalle indagini è emerso un quadro di brutale violenza: non solo minacce di morte e umiliazioni verbali, ma anche aggressioni fisiche, con il padre finito in ospedale a causa delle percosse ricevute. In preda all'ira, l'imputato non esitava a devastare l'abitazione, distruggendo infissi e porte per terrorizzare i congiunti e costringerli a cedere alle sue estorsioni.La situazione era diventata talmente insostenibile da richiedere il costante intervento delle forze dell'ordine, che in un'occasione dovettero scortare i coniugi fin dentro l'appartamento per proteggerli. Per il trentenne si tratta della seconda condanna in tempi brevi: appena un mese fa era stato giudicato colpevole di maltrattamenti anche nei confronti della sua ex compagna, perseguitata per quasi un decennio. Ora, dopo il divieto di avvicinamento e il braccialetto elettronico, è arrivata la scure della giustizia per aver calpestato ogni legame familiare in nome della dipendenza.

