Dodici sanitari dell'ospedale Monaldi di Napoli sono finiti a processo con l'accusa di "imperizia e negligenza" per la morte di Christian, neonato di appena sei giorni.
L'ospedale Monaldi era già stato coinvolto in un'altra vicenda giudiziaria per la morte del piccolo Domenico, avvenuta a seguito di un trapianto di cuore non riuscito, caso che ha visto sotto accusa alcuni membri dell'equipe medica.
In merito alla morte del piccolo Christian, l'accusa sostiene che gli operatori sanitari abbiano agito con grave imperizia, imprudenza e negligenza, contravvenendo alle linee guida e alle cosiddette "best practices" mediche. Secondo gli accertamenti tecnici disposti dagli inquirenti, i sanitari non avrebbero monitorato adeguatamente la posizione di un catetere venoso centrale utilizzato per alimentare il neonato, nato prematuro e sotto peso. Tale mancanza avrebbe provocato una lesione cardiaca culminata nella fuoriuscita di liquido parenterale, causando una grave insufficienza cardio-respiratoria che ha portato alla morte del bambino.
I genitori di Christian, Marco Cozzolino e Denise Amato, sono rappresentati dai legali Mariarca Cozzolino e Carla Maruzzelli per la parte penale e dagli avvocati Fabrizio De Luca e Daniela Bergameo per la parte civile.
Gli avvocati della famiglia hanno accolto positivamente la decisione del giudice di rinviare a giudizio i sanitari coinvolti, commentando che si tratta di "un primo, significativo passo verso l'accertamento della verità e delle responsabilità riguardo questa tragica vicenda." L'inizio del processo è fissato per il prossimo 13 luglio.
Neonato morto al Monaldi di Napoli, 12 sanitari a processo per "imperizia e negligenza"
Il giudice per l’udienza preliminare di Napoli, Rosaria Maria Aufieri, ha deciso di rinviare a giudizio dodici operatori sanitari coinvolti nelle indagini condotte dalla Procura, rappresentata dal sostituto procuratore Manuela Persico, sulla morte di un neonato di appena sei giorni, Christian. Il piccolo è deceduto il 10 dicembre 2024 nel reparto di terapia intensiva neonatale dell'ospedale Monaldi di Napoli. Gli imputati, tra medici e personale sanitario operanti nei reparti di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale, sono accusati di aver contribuito, con il loro operato, al decesso del neonato.L'ospedale Monaldi era già stato coinvolto in un'altra vicenda giudiziaria per la morte del piccolo Domenico, avvenuta a seguito di un trapianto di cuore non riuscito, caso che ha visto sotto accusa alcuni membri dell'equipe medica.
In merito alla morte del piccolo Christian, l'accusa sostiene che gli operatori sanitari abbiano agito con grave imperizia, imprudenza e negligenza, contravvenendo alle linee guida e alle cosiddette "best practices" mediche. Secondo gli accertamenti tecnici disposti dagli inquirenti, i sanitari non avrebbero monitorato adeguatamente la posizione di un catetere venoso centrale utilizzato per alimentare il neonato, nato prematuro e sotto peso. Tale mancanza avrebbe provocato una lesione cardiaca culminata nella fuoriuscita di liquido parenterale, causando una grave insufficienza cardio-respiratoria che ha portato alla morte del bambino.
I genitori di Christian, Marco Cozzolino e Denise Amato, sono rappresentati dai legali Mariarca Cozzolino e Carla Maruzzelli per la parte penale e dagli avvocati Fabrizio De Luca e Daniela Bergameo per la parte civile.
Gli avvocati della famiglia hanno accolto positivamente la decisione del giudice di rinviare a giudizio i sanitari coinvolti, commentando che si tratta di "un primo, significativo passo verso l'accertamento della verità e delle responsabilità riguardo questa tragica vicenda." L'inizio del processo è fissato per il prossimo 13 luglio.

