Nonostante un calo rispetto al 2025, la situazione in Campania rimane allarmante: nel primo quadrimestre del 2026 sono 22 i morti sul lavoro.
L'Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega sottolinea forti criticità soprattutto nelle province di Salerno e Caserta, entrambe classificate in zona rossa per rischio sul lavoro. Secondo Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio, è proprio su questi territori e nei settori più vulnerabili, come quello delle costruzioni, che devono concentrarsi interventi di prevenzione più efficaci e mirati.
Per monitorare la sicurezza sul lavoro in Italia, l’Osservatorio elabora una mappatura del rischio basata sui tassi di mortalità. La Campania resta in zona rossa per l’incidenza elevata delle morti sul lavoro a livello nazionale. A fine aprile 2026, il rischio di mortalità regionale (10,8 morti per milione di occupati) supera nettamente la media nazionale (8,1).
Tra le province campane, Salerno e Caserta presentano i tassi di incidenza più critici: 21,7 per Salerno e 10,7 per Caserta, entrambe in zona rossa. Nessuna provincia della regione rientra nella zona arancione: Napoli (7,9) e Avellino (6,7) si collocano in zona gialla, mentre Benevento risulta in zona bianca grazie all’assenza di decessi sul lavoro sia durante l’attività lavorativa che in itinere.
Nel dettaglio del primo quadrimestre del 2026, la Campania registra complessivamente 22 decessi: 19 avvenuti durante lo svolgimento del lavoro e 3 durante gli spostamenti legati al lavoro (in itinere). Napoli e Salerno guidano la lista con 9 morti ciascuna, seguite da Caserta (3), Avellino (1) e Benevento (0).
In termini generali, la regione ha denunciato 5.984 infortuni sul lavoro nei primi quattro mesi dell’anno. Di queste denunce, 1.839 provengono da lavoratrici donne e 4.145 da uomini; inoltre, 442 denunce riguardano lavoratori stranieri.
La fascia d’età più colpita risulta essere quella tra i 55 e i 64 anni, con 8 casi mortali riportati durante lo svolgimento del lavoro, seguita dalla fascia 35-44 anni con 6 casi. Il settore delle costruzioni emerge come il più critico, registrando il maggior numero di vittime sul lavoro: ben 4 nell’arco di questo periodo.
Morti sul lavoro in Campania: nel primo quadrimestre 2026 le vittime sono 22, in calo rispetto al 2025
Nonostante un calo rispetto al 2025, la situazione in Campania rimane allarmante. Nei primi quattro mesi del 2026, la regione conta 22 decessi legati al lavoro, di cui 19 avvenuti durante l’esercizio dell’attività lavorativa. Il dato corrisponde a un’incidenza di 10,8 morti per milione di occupati, un valore superiore alla media nazionale di 8,1.L'Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega sottolinea forti criticità soprattutto nelle province di Salerno e Caserta, entrambe classificate in zona rossa per rischio sul lavoro. Secondo Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio, è proprio su questi territori e nei settori più vulnerabili, come quello delle costruzioni, che devono concentrarsi interventi di prevenzione più efficaci e mirati.
Per monitorare la sicurezza sul lavoro in Italia, l’Osservatorio elabora una mappatura del rischio basata sui tassi di mortalità. La Campania resta in zona rossa per l’incidenza elevata delle morti sul lavoro a livello nazionale. A fine aprile 2026, il rischio di mortalità regionale (10,8 morti per milione di occupati) supera nettamente la media nazionale (8,1).
Tra le province campane, Salerno e Caserta presentano i tassi di incidenza più critici: 21,7 per Salerno e 10,7 per Caserta, entrambe in zona rossa. Nessuna provincia della regione rientra nella zona arancione: Napoli (7,9) e Avellino (6,7) si collocano in zona gialla, mentre Benevento risulta in zona bianca grazie all’assenza di decessi sul lavoro sia durante l’attività lavorativa che in itinere.
Nel dettaglio del primo quadrimestre del 2026, la Campania registra complessivamente 22 decessi: 19 avvenuti durante lo svolgimento del lavoro e 3 durante gli spostamenti legati al lavoro (in itinere). Napoli e Salerno guidano la lista con 9 morti ciascuna, seguite da Caserta (3), Avellino (1) e Benevento (0).
In termini generali, la regione ha denunciato 5.984 infortuni sul lavoro nei primi quattro mesi dell’anno. Di queste denunce, 1.839 provengono da lavoratrici donne e 4.145 da uomini; inoltre, 442 denunce riguardano lavoratori stranieri.
La fascia d’età più colpita risulta essere quella tra i 55 e i 64 anni, con 8 casi mortali riportati durante lo svolgimento del lavoro, seguita dalla fascia 35-44 anni con 6 casi. Il settore delle costruzioni emerge come il più critico, registrando il maggior numero di vittime sul lavoro: ben 4 nell’arco di questo periodo.

