Sono 52.744 le denunce di incidenti a scuola presentate all’Inail per studenti appartenenti a ogni ordine e grado di istruzione. Ecco i dati dell'Inail. Lo riporta Orizzonte Scuola.
Tra gli episodi denunciati figurano anche 13 decessi, un numero quasi doppio rispetto alle sette vittime conteggiate nello stesso periodo dell’anno precedente. L’Inail precisa tuttavia che si tratta di dati non ancora definitivi, che dovranno essere sottoposti alle verifiche previste, soprattutto per gli eventi con conseguenze più gravi.
Il 75% degli infortuni interessa ragazzi e ragazze di età inferiore ai 15 anni, mentre il restante 25% riguarda studenti dai 15 anni in poi. Significativi anche i dati relativi al genere: il 42% delle denunce riguarda studentesse, con una crescita del 5,5% rispetto al 2025. Gli studenti maschi rappresentano invece il 58% delle segnalazioni, aumentate del 5,6% nell’arco di un anno.
Quasi tutti gli incidenti si verificano durante le attività svolte a scuola: il 97% delle denunce rientra infatti in questa categoria. Il restante 3% riguarda invece gli infortuni “in itinere”, cioè quelli avvenuti durante il percorso tra l’abitazione e l’istituto scolastico.
In forte diminuzione risultano gli incidenti associati ai percorsi di alternanza scuola-lavoro: nei primi sette mesi dell’anno sono stati 597, vale a dire il 50% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Anche in questo caso l’Inail invita però alla prudenza nell’interpretazione dei numeri, poiché le rilevazioni sono ancora provvisorie.
La Lombardia è al primo posto tra le regioni italiane per numero di denunce, concentrando il 24% del dato complessivo nazionale. Rispetto al 2025 si registra un incremento del 9,3%. Al secondo posto figura l’Emilia-Romagna con il 13% e una crescita del 13,3%, seguita dal Veneto con il 12% (+2,8%) e dal Piemonte con il 10% (+3,9%). La distribuzione territoriale è in parte collegata alla popolazione residente e alla presenza di istituti scolastici, ma i dati riportano comunque l’attenzione sul tema delle condizioni di sicurezza delle strutture scolastiche settentrionali.
Il 94% delle segnalazioni proviene dagli istituti statali, mentre il restante 6% riguarda scuole non statali e private. Una ripartizione che riflette anche la diversa consistenza della popolazione studentesca nei vari comparti dell’istruzione, ma che non consente da sola di fornire una spiegazione completa del fenomeno.
L’Inail sottolinea infine che i dati possono ancora subire modifiche, soprattutto per quanto riguarda gli incidenti mortali e quelli connessi alle esperienze di scuola-lavoro. I valori conclusivi saranno disponibili nei prossimi mesi, una volta completati gli accertamenti e stabilizzato il quadro delle denunce ricevute.
Infortuni a scuola, 13 vittime nei primi sette mesi del 2026: il rapporto dell’Inail
Sono 52.744 le denunce di incidenti presentate all’Inail per studenti appartenenti a ogni ordine e grado di istruzione nel periodo compreso tra gennaio e luglio 2026. Il dato registra un aumento del 5,6% rispetto allo stesso arco temporale del 2025, quando erano state complessivamente 49.970 le segnalazioni.Tra gli episodi denunciati figurano anche 13 decessi, un numero quasi doppio rispetto alle sette vittime conteggiate nello stesso periodo dell’anno precedente. L’Inail precisa tuttavia che si tratta di dati non ancora definitivi, che dovranno essere sottoposti alle verifiche previste, soprattutto per gli eventi con conseguenze più gravi.
Il 75% degli infortuni interessa ragazzi e ragazze di età inferiore ai 15 anni, mentre il restante 25% riguarda studenti dai 15 anni in poi. Significativi anche i dati relativi al genere: il 42% delle denunce riguarda studentesse, con una crescita del 5,5% rispetto al 2025. Gli studenti maschi rappresentano invece il 58% delle segnalazioni, aumentate del 5,6% nell’arco di un anno.
Quasi tutti gli incidenti si verificano durante le attività svolte a scuola: il 97% delle denunce rientra infatti in questa categoria. Il restante 3% riguarda invece gli infortuni “in itinere”, cioè quelli avvenuti durante il percorso tra l’abitazione e l’istituto scolastico.
In forte diminuzione risultano gli incidenti associati ai percorsi di alternanza scuola-lavoro: nei primi sette mesi dell’anno sono stati 597, vale a dire il 50% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Anche in questo caso l’Inail invita però alla prudenza nell’interpretazione dei numeri, poiché le rilevazioni sono ancora provvisorie.
La Lombardia è al primo posto tra le regioni italiane per numero di denunce, concentrando il 24% del dato complessivo nazionale. Rispetto al 2025 si registra un incremento del 9,3%. Al secondo posto figura l’Emilia-Romagna con il 13% e una crescita del 13,3%, seguita dal Veneto con il 12% (+2,8%) e dal Piemonte con il 10% (+3,9%). La distribuzione territoriale è in parte collegata alla popolazione residente e alla presenza di istituti scolastici, ma i dati riportano comunque l’attenzione sul tema delle condizioni di sicurezza delle strutture scolastiche settentrionali.
Il 94% delle segnalazioni proviene dagli istituti statali, mentre il restante 6% riguarda scuole non statali e private. Una ripartizione che riflette anche la diversa consistenza della popolazione studentesca nei vari comparti dell’istruzione, ma che non consente da sola di fornire una spiegazione completa del fenomeno.
L’Inail sottolinea infine che i dati possono ancora subire modifiche, soprattutto per quanto riguarda gli incidenti mortali e quelli connessi alle esperienze di scuola-lavoro. I valori conclusivi saranno disponibili nei prossimi mesi, una volta completati gli accertamenti e stabilizzato il quadro delle denunce ricevute.

