La Procura indaga sei medici dell’Ospedale Monaldi per la morte di Domenico. Al vaglio le chat e le responsabilità nell’espianto e trapianto di un cuore compromesso. Lo riporta La Repubblica.
Morte di Domenico: al vaglio le chat dei medici indagati del Monaldi
Sei medici dell’Ospedale Monaldi finiscono sotto inchiesta per la morte del bambino, dopo che il cuore trapiantato era risultato gravemente danneggiato dal contatto con ghiaccio secco. La procura ha disposto il sequestro dei cellulari per analizzare le chat e ricostruire le fasi dell’espianto e dell’intervento. In questa fase, si tratta di atti cautelari a tutela degli indagati, senza presupporre responsabilità.
Tra i medici coinvolti c’è il primario Guido Oppido, cardiochirurgo con oltre tremila interventi alle spalle, laureato con lode alla Sapienza di Roma e con esperienze in Italia e all’estero. Arrivato a Napoli dal Policlinico Sant’Orsola di Bologna, Oppido ha eseguito il trapianto nonostante il cuore fosse già compromesso all’arrivo. Secondo i suoi avvocati, la decisione era motivata dall’assenza di alternative e mirava a fare tutto il possibile, professionalmente e umanamente, per salvare Domenico.
L’équipe comprendeva anche l’anestesista Francesca Blasi, 55 anni, con venticinque anni di esperienza nel reparto di Cardiochirurgia pediatrica del Monaldi, e due giovani cardiochirurghe: Mariangela Addonizio, 30 anni, laureata a Torino e specializzata a Padova, in servizio dal giugno 2025, ed Emma Bergonzoni, 32 anni, nata in provincia di Ferrara, con studi a Bologna e specializzazione a Padova, presente dal luglio 2024. A Bolzano, invece, lo staff Monaldi era guidato dalla veterana Gabriella Farina, 66 anni, con decenni di esperienza negli espianti, affiancata dal trentatrenne Vincenzo Pagano.
Per il trasporto del cuore è stato utilizzato un contenitore non di ultima generazione, diverso dal moderno “Paragonix” disponibile al Monaldi, ma conforme alle norme. Gli operatori hanno chiesto ai sanitari di Bolzano di integrare il ghiaccio mancante, ma invece di ghiaccio d’acqua è stato aggiunto ghiaccio secco. Gli avvocati di Farina sottolineano la necessità di prudenza e rispetto verso la famiglia e confidano nel lavoro rigoroso degli inquirenti, affinché i fatti vengano accertati con obiettività e trasparenza.

