La Procura di Salerno ha avviato un'indagine su una maxi frode sugli ecobonus: indagati nove cittadini. Due commercialisti di Albanella e Mercato San Severino al centro del sistema fraudolento. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Le indagini sono state condotte dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno e hanno messo in luce un complesso sistema criminale organizzato su scala nazionale. Al centro di questa rete ci sarebbero due commercialisti: uno originario di Agropoli ma residente a Mercato San Severino e l'altro di Albanella. Questi professionisti risulterebbero essere i principali promotori delle due associazioni a delinquere individuate dalla Procura. Tra i compiti loro attribuiti vi sono la creazione di società fantasma e la gestione delle comunicazioni sulla piattaforma dell'Agenzia delle Entrate per generare crediti fiscali fittizi.
Oltre ai due professionisti, sono coinvolti anche sette imprenditori residenti in varie località del Salernitano, come Nocera Inferiore, Cava de' Tirreni, Eboli, Bellizzi, Mercato San Severino e Sicignano degli Alburni. Mercoledì prossimo, i nove indagati compariranno davanti al giudice per le indagini preliminari (GIP) per un pre-interrogatorio che definirà l'eventuale conferma delle misure cautelari a loro carico.
L'indagine ha svelato l'esistenza di circa 80 società cartiere prive di strutture operative, personale o attrezzature. Attraverso queste entità fittizie sarebbero stati dichiarati interventi inesistenti su circa 200 immobili in tutta Italia. I crediti generati da questi interventi mai realizzati venivano poi monetizzati tramite cessioni a società ignare o utilizzati in compensazione con imposte reali dovute da altre aziende compiacenti, causando così un rilevante danno erariale.
Un aspetto particolarmente grave è emerso con la liquidazione giudiziale di una società con sede nel Salernitano, accusata di bancarotta fraudolenta, riciclaggio e autoriciclaggio. Questa società avrebbe collaborato sistematicamente con altre imprese anch'esse implicate in reati fiscali, emettendo false fatture per un volume d'affari fittizio che supera i 335 milioni di euro. Attraverso un'accurata analisi dei flussi bancari, gli inquirenti hanno inoltre identificato operazioni sospette di riciclaggio e autoriciclaggio per un valore complessivo stimato intorno ai 17 milioni di euro. Parte di questi fondi sarebbe stata trasferita all'estero in Paesi come Cina, India e Pakistan.
Maxi frode sugli ecobonus: indagati nove cittadini salernitani
La Procura di Salerno ha avviato un'indagine su una vasta operazione di frode nell'ambito delle agevolazioni fiscali, connesse a programmi come il Bonus facciate, il Superbonus 110%, l'Ecobonus e il Sismabonus. Questo caso vede coinvolte oltre 240 persone distribuite in dieci regioni d'Italia, ma il fulcro del sistema illecito sembra essere nel Salernitano. L'indagine, condotta sotto la guida del procuratore Raffaele Cantone, ha portato alla richiesta di misure cautelari per nove persone, quattro delle quali rischiano il carcere e altre cinque gli arresti domiciliari. Contestualmente sono stati sequestrati beni, valori e società per un totale di circa 160 milioni di euro. Le attività illecite si sono ramificate tra Campania, Lazio, Basilicata, Sicilia, Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia, Piemonte, Puglia e Veneto.Le indagini sono state condotte dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno e hanno messo in luce un complesso sistema criminale organizzato su scala nazionale. Al centro di questa rete ci sarebbero due commercialisti: uno originario di Agropoli ma residente a Mercato San Severino e l'altro di Albanella. Questi professionisti risulterebbero essere i principali promotori delle due associazioni a delinquere individuate dalla Procura. Tra i compiti loro attribuiti vi sono la creazione di società fantasma e la gestione delle comunicazioni sulla piattaforma dell'Agenzia delle Entrate per generare crediti fiscali fittizi.
Oltre ai due professionisti, sono coinvolti anche sette imprenditori residenti in varie località del Salernitano, come Nocera Inferiore, Cava de' Tirreni, Eboli, Bellizzi, Mercato San Severino e Sicignano degli Alburni. Mercoledì prossimo, i nove indagati compariranno davanti al giudice per le indagini preliminari (GIP) per un pre-interrogatorio che definirà l'eventuale conferma delle misure cautelari a loro carico.
L'indagine ha svelato l'esistenza di circa 80 società cartiere prive di strutture operative, personale o attrezzature. Attraverso queste entità fittizie sarebbero stati dichiarati interventi inesistenti su circa 200 immobili in tutta Italia. I crediti generati da questi interventi mai realizzati venivano poi monetizzati tramite cessioni a società ignare o utilizzati in compensazione con imposte reali dovute da altre aziende compiacenti, causando così un rilevante danno erariale.
Un aspetto particolarmente grave è emerso con la liquidazione giudiziale di una società con sede nel Salernitano, accusata di bancarotta fraudolenta, riciclaggio e autoriciclaggio. Questa società avrebbe collaborato sistematicamente con altre imprese anch'esse implicate in reati fiscali, emettendo false fatture per un volume d'affari fittizio che supera i 335 milioni di euro. Attraverso un'accurata analisi dei flussi bancari, gli inquirenti hanno inoltre identificato operazioni sospette di riciclaggio e autoriciclaggio per un valore complessivo stimato intorno ai 17 milioni di euro. Parte di questi fondi sarebbe stata trasferita all'estero in Paesi come Cina, India e Pakistan.

